COS'È: il nuovo film sul capolavoro di Kerouac. Davvero, non li fate i film sui libri se non li avete capiti.
Come ci si rapporta ad un film tratto da un opera letteraria?
A rigor di logica andrebbe valutato solo il prodotto finale: com'è scritto, com'è girato, com'è interpretato.
Ma l'approccio corretto non è il più completo: la classica frase "mi era piaciuto di più il libro" nasconde la verità.
Sostanzialmente non è che "ci era piaciuto di più il libro", ma "ci era piaciuto di più il film che avevamo fatto noi".
Quindi significa che era EFFETTIVAMENTE possibile fare un film migliore.
Non per recitazione, ovviamente; non per regia, magari; ma per taglio, respiro, overview.
Insomma, chiamatelo come volete, ma il punto è che si può.
Il film di Salles manca esattamente questo, franintendendo il romanzo di Kerouac.
La strada del libro è ricerca, è un viaggio che ci cambia man mano che andiamo avanti, è l'autodistruzione volta ad una ricostruzione più libera ed autentica di se stessi.
La strada del film, invece, è sì rapida e convulsa, ma manca di un obiettivo: non è ricerca, è fuga.
I contatti con una cultura ed un punto di vista diverso non attecchiscono, i personaggi sfiorano una nuova realtà ma ne escono immutati.
La loro personalità non cresce e nemmeno quella dello spettatore, che come unica linea di lettura coerente col romanzo ha la colonna sonora: decisamente poco per un film che prende lo stesso nome del libro e che porta stampato sulla locandina, con presunzione, "il mito diventa film".
Paradossalmente, Into The Wild è molto più On The Road di On The Road.
Anche lì la colonna sonora era il lato più autentico della storia, ma per lo meno c'era un viaggio inteso come crescita e ricerca, c'era una strada anche se non c'era davvero.
Il cambio di prospettiva, la rottura dell'io e della conformità e tutte le altre caratteristiche peculiari della beat generation vengono diluite fino a scomparire in una pellicola fine a se stessa, prima di vita e di autenticità.
GUARDALO SE:
riesci a focalizzarsi solo sulla colonna sonora
EVITA SE:
hai letto il libro
ami la beat generation
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Come ci si rapporta ad un film tratto da un opera letteraria?
A rigor di logica andrebbe valutato solo il prodotto finale: com'è scritto, com'è girato, com'è interpretato.
Ma l'approccio corretto non è il più completo: la classica frase "mi era piaciuto di più il libro" nasconde la verità.
Sostanzialmente non è che "ci era piaciuto di più il libro", ma "ci era piaciuto di più il film che avevamo fatto noi".
Quindi significa che era EFFETTIVAMENTE possibile fare un film migliore.
Non per recitazione, ovviamente; non per regia, magari; ma per taglio, respiro, overview.
Insomma, chiamatelo come volete, ma il punto è che si può.
Il film di Salles manca esattamente questo, franintendendo il romanzo di Kerouac.
La strada del libro è ricerca, è un viaggio che ci cambia man mano che andiamo avanti, è l'autodistruzione volta ad una ricostruzione più libera ed autentica di se stessi.
La strada del film, invece, è sì rapida e convulsa, ma manca di un obiettivo: non è ricerca, è fuga.
I contatti con una cultura ed un punto di vista diverso non attecchiscono, i personaggi sfiorano una nuova realtà ma ne escono immutati.
La loro personalità non cresce e nemmeno quella dello spettatore, che come unica linea di lettura coerente col romanzo ha la colonna sonora: decisamente poco per un film che prende lo stesso nome del libro e che porta stampato sulla locandina, con presunzione, "il mito diventa film".
Paradossalmente, Into The Wild è molto più On The Road di On The Road.
Anche lì la colonna sonora era il lato più autentico della storia, ma per lo meno c'era un viaggio inteso come crescita e ricerca, c'era una strada anche se non c'era davvero.

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Edna Von V
Se c'è qualcosa di più importante del mio ego su questa nave, la voglio catturata e fucilata.
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