Grazie a quell'invenzione meravigliosa che è Netflix sto abbandonando l'ultima parvenza di vita sociale che avevo e recuperando tutte le serie tv che da mesi mi fissavano dai post-it che mi auto-lascio in giro per casa.
La mia è una tecnica che ho affinato negli anni e nasce da un utilizzo sconsiderato che faccio della mail.
Funziona così: durante il giorno mi mando tot mail con appunti, idee, note e tutto quello che, al momento, mi sembra degno di essere ricordato o approfondito; quando arrivo a casa e controllo la mia casella di posta, poi, faccio un ulteriore scrematura guidata dal mio scazzo momentaneo.
Il risultato è che su 10 mail, due le leggo e diventano post-it che mi perseguitano finché la signora delle pulizie non li cestina, tre le cancello direttamente e cinque le contrassegno come spam.
Uno psichiatra bravo diventerebbe ricco grazie a me, ma per fortuna nessuno mi ha ancora trovata. Principalmente grazie a Netflix e al fatto che non esco di casa, come dicevamo.
Tra i tanti suggerimenti di serie tv c'era appunto The Returned, la versione US di Les Revenants.
Ora, so che qui non ne ho parlato (recupererò, giuro) ma mi sono scannata a sufficienza su FB e il riassunto è: io l'ho adorata.
Quindi mi sembrava il minimo vedere la versione US.
Risultato? Attenetevi a quella francese.
Le differenze sono al tempo stesso microscopiche ed enormi.
I movimenti di macchina, per esempio, sono ESATTAMENTE gli stessi, proprio come l'ordine di presentazione degli elementi. Sceneggiatura e girato, quindi, sono identici. Fastidiosamente identici.
Quello che cambia, invece, è per lo più sbagliato: la versione US è più spettacolarizzata e l'ambientazione meno triste e meno isolata.
C'è sempre la diga, la montagna e il resto, ma non c'è la malinconia e il grigiore di fondo che caratterizzavano Les Rev (sì, mi pesa il culo scriverlo per intero, e allora?).
La versione francese punta tutto sui sentimenti - soprattutto quelli dei 'rimasti' - e sul dilemma dell'ottenere quello che si è tanto desiderato salvo poi scoprire che è quanto di più sbagliato si potesse avere.
Un po' quello che era successo con Gracepoint, l'adattamente US dell'inglese Broadchurch: un'operazione vuota di significato ed artisticamente inferiore.
Stavolta, poi, ad acuire la distanza ci si mette la colonna sonora: privati delle musiche dei Mogwai ci sentiamo più abbandonati che mai, distanti da quello che stiamo guardando, incapaci di mantenere la stessa attenzione e lo stesso coinvolgimento emotivo.
Questo non è un remake: è copiare male dal compagno di banco.
E comunque una più figa di Lena era impossibile da trovare, dai.
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La mia è una tecnica che ho affinato negli anni e nasce da un utilizzo sconsiderato che faccio della mail.
Funziona così: durante il giorno mi mando tot mail con appunti, idee, note e tutto quello che, al momento, mi sembra degno di essere ricordato o approfondito; quando arrivo a casa e controllo la mia casella di posta, poi, faccio un ulteriore scrematura guidata dal mio scazzo momentaneo.
Il risultato è che su 10 mail, due le leggo e diventano post-it che mi perseguitano finché la signora delle pulizie non li cestina, tre le cancello direttamente e cinque le contrassegno come spam.
Uno psichiatra bravo diventerebbe ricco grazie a me, ma per fortuna nessuno mi ha ancora trovata. Principalmente grazie a Netflix e al fatto che non esco di casa, come dicevamo.
Tra i tanti suggerimenti di serie tv c'era appunto The Returned, la versione US di Les Revenants.
Ora, so che qui non ne ho parlato (recupererò, giuro) ma mi sono scannata a sufficienza su FB e il riassunto è: io l'ho adorata.
Quindi mi sembrava il minimo vedere la versione US.
Risultato? Attenetevi a quella francese.
Le differenze sono al tempo stesso microscopiche ed enormi.
I movimenti di macchina, per esempio, sono ESATTAMENTE gli stessi, proprio come l'ordine di presentazione degli elementi. Sceneggiatura e girato, quindi, sono identici. Fastidiosamente identici.
Quello che cambia, invece, è per lo più sbagliato: la versione US è più spettacolarizzata e l'ambientazione meno triste e meno isolata.
C'è sempre la diga, la montagna e il resto, ma non c'è la malinconia e il grigiore di fondo che caratterizzavano Les Rev (sì, mi pesa il culo scriverlo per intero, e allora?).
La versione francese punta tutto sui sentimenti - soprattutto quelli dei 'rimasti' - e sul dilemma dell'ottenere quello che si è tanto desiderato salvo poi scoprire che è quanto di più sbagliato si potesse avere.
Un po' quello che era successo con Gracepoint, l'adattamente US dell'inglese Broadchurch: un'operazione vuota di significato ed artisticamente inferiore.
Stavolta, poi, ad acuire la distanza ci si mette la colonna sonora: privati delle musiche dei Mogwai ci sentiamo più abbandonati che mai, distanti da quello che stiamo guardando, incapaci di mantenere la stessa attenzione e lo stesso coinvolgimento emotivo.
Questo non è un remake: è copiare male dal compagno di banco.
E comunque una più figa di Lena era impossibile da trovare, dai.
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Edna Von V
Se c'è qualcosa di più importante del mio ego su questa nave, la voglio catturata e fucilata.
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