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Io non so come dirvelo, ma questa settimana escono solo film italiani e film di merda; io vi giuro che c'ho provato a fare delle recensioni decenti, ma mi viene da piangere dopo pochissimo.
Quindi questa volta la tiriamo via veloce e non faccio nessuna classifica perché abbiamo tutti votato pochissimi giorni fa e rifare la stessa manfrina dolorosa del "chi è il meno peggio?" è una roba che il mio povero cuore non può sopportare. Di nuovo.

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Che gli Oscar siano ogni anno dei furti legalizzati è risaputo.
Questo anno il Premio Lupin va a Life Of Pi che si becca quattro Oscar, ovvero quattro in più di quanti se ne meriterebbe.
Fortunatamente i premi più grossi vanno ad Argo, un film che, a parte la strizzata d'occhio alla supremazia USA (storia su un conflitto Iran-USA, in cui gli USA escono -ovviamente- come i buoni e vincitori. Ah, il film l’ha premiato Michelle Obama), è un gran bel film.

Vabbè, guardiamo direttamente i vincitori che altrimenti mi agito e non posso partire così il lunedì.

Worst & Best: 21 febbraio

The Sessions è la boccata di aria fresca della settimana. E parla di un tizio che vive tutta la tua vita in un polmone d'acciaio. Ed è tratto da una storia vera.
Spero di avervi dato il polso di come va 'sta settimana.
Il film, nonostante parli di un handicap, riesce ad evitare tutta la retorica del caso, grazie ad una Helen Hunt che, non a caso, è candidata all'Oscar come attrice non protagonista.
(vi ricordate, vero, che questo weekend ci sono gli Oscar? Bravi).
Per altro c'è anche una buona dose di sesso, quindi via, sdoganiamo tutto e godiamoci un bel film con una delle peggiori locandine che si ricordino.
E che non manca di sottolinearci come sia UNA STORIA VERA.
Dio, oh.
Comunque se tutto va bene l'avete già visto tutti, 'sto film, quindi boh, cazzo ci sto a fare io.

Worst & Best: 14 febbraio

Noi Siamo Infinito è il filmo della settimana con il titolo più di merda dell'universo. Robe che se la può giocare con Eternal Sunshine Of A Spotless Mind.
Soprattutto perché è tratto da un romanzo che in Italia si chiamava RAGAZZO DA PARETE che è comunque una merda, ma per lo meno rimaneva il concetto di tappezzeria.
Vogliamo parlarne?
Perché io me lo vedo, il genio della M2, che prova a tradurre il titolo con Google Translator, bloccandosi sul quel "Wallflower".
'Ah, ma sarà il cognome dei protagonisti!' esclama "Sulla falsariga de L'Importanza di Chiamarsi Ernesto! .... Uhm, no, nemmeno questo. Vabbè mi aspettano per l'aperitivo. Quando lo facciamo uscire? San Valentino? Ok, non uso la parola AMORE che c'è gente che scrive sui blog che 'sta parola è inflazionata nei titoli italiani. Uhm... cosa posso utilizzare come sinonimo? INFINITO! NOI SIAMO INFINITO! Madonna, sono un genio".

Morire, devi. Morire.
Ah, sì, il film è una figata. Non è perfetto, sia chiaro, ma è dolcissimo e si piange. E c'è Emma Watson.
Dai, su, trovate di meglio se siete in grado.

Worst & Best: 07 febbraio

Re Della Terra Selvaggia è il filmo della settimana diretto da Benh Zeitlin, giovane regista al suo esordio, con protagonista la piccola Quvenzhané Wallis, nel ruolo di Hushpuppy. Beasts Of The Southern Wild è stato selezionato da Robert Redford per il Sundance Film Festival, dove ha vinto il Gran Premio della Giuria, oltre al Premio per la Migliore Fotografia.
Ma cos'altro volete?
Non vi basta? Ok: da quel momento il film ha iniziato un’ascesa inarrestabile, che lo ha portato alla ribalta dei festival internazionali più importanti che non vi elenco ma son tipo tutti.
So che voi state aspettando che io mi butti a pesce sulla pessima traduzione del titolo, ma un po' inizio a non averne più la forza, un po' penso 'cazzo, potevamo chiamarlo tipo L'Amore Della Natura, Sulle Ali Dell'Amore, L'Amore delle Belve o una minchiata simile, l'abbiamo scampata'.
E sapete che sono tutti titoli papabili.
Fiu, raga, fiu.

The Following (pilot, Fox)

COS'È: la nuova serie tv di killer e copycats.
In un anno così povero, una specie di benedizione

Apro subito con un chiarimento: su questa serie tv si è discusso tanto, principalmente per il pessimo tempismo.
Uscito un mese dopo il massacro alla scuola elementare di Sandy Hook, il pilota ha ovviamente attirato le ire dei benpensanti che si sono scagliati sul tema sempre caldo della "violenza nell'intrattenimento".
Essendo una polemica stupida, sterile e soprattutto nata ESCLUSIVAMENTE a causa dello sfortunato timing, non spenderò nemmeno una parola in più sull'argomento.
Quindi, in pratica: o vi lamentare sempre della violenza (e allora non so veramente quali libri leggiate o film vediate)(e non lo voglio sapere, in fondo) oppure ve la mettete via sempre e non rompete le palle, 'che tanto se uno è squilibrato lo è pure senza l'aiutino della tv.
Bon. Passiamo oltre.
Les Revenants (pilot, Canal+)

COS'È: la serie tv che ho iniziato a guardare solo perché la colonna sonora è dei Mogway e che ho divorato in pochissimo tempo per la sua meravigliosità.
Sì, fanno pure la seconda serie. Bravi francesi.
Tra un anno. Cattivi francesi.

Il teaser era molto chiaro: gente che torna dall'oltretomba e OST dei Mogway.
Per un attimo mi sono sentita capita ma la delusione di The Walking Dead è ancora troppo recente per non bruciare.
Invece Les Revenants (che sull'onda di #LesMis potrei chiamare #LesRev perché mi pesa il culo e ho paura di sbagliarlo) è ottimo prodotto che va ben oltre le più rosee aspettative.
Mi par di aver capito che in patria sia stavo venduto come il nuovo Twin Peaks e capiamoci subito: non lo è, ma non è neanche così azzardato come paragone.
Rileggete pure la frase: sì, l'ho scritto e lo penso davvero. Con le dovute misure, ovviamente.
Les Misérables (Tom Hooper, 2012)

COS'È: il film-musical tratto dal capolavoro di Hugo e candidato a  8 premi Oscar, tra cui miglior film.

Come si fa un film tratto non solo da un musical, ma da uno dei musical più popolari della storia, senza prendere una tranvata in faccia?
Beh, ti devi inventare qualcosa di grosso per convincere sia quelli che i musical li odiano (c'è anche di questa gente ed è a piede libero, ve lo giuro) sia quelli che a teatro si sono innamorati perdutamente dell'opera di Claude-Michel Schönberg.
Tom Hooper, che ci ha incantati non molto tempo fa con Il Discorso Del Re, trova la chiave di volta: registrare gli attori in presa diretta, senza l'aiutino, quindi, della post-produzione.
Una pratica adottata poche volte ma che premia l'audacia del regista britannico il quale ci rende partecipi di vibranti interpretazioni a discapito dell'accuratezza canora.
Per dirla in altre parole, bravi tutti, ma Russel Crowe è espressivo e flessibile come un tronco.