COS'È: l'ennesimo rip off di una serie tv britannica di tutto rispetto, Jekyll.
Questa mid-season parte veramente malissimo.
Che i prodotti televisivi del Regno Unito siano una spanna al di sopra di quelli statunitensi ormai è un dato di fatto difficile da negare.
Che questi ultimi stiano provando a tenere il passo copiando brutalmente tutto quello che va in onda su BBC One è innegabile esattamente come i pessimi risultati che si ottengono oltre oceano.
Perché se con Elementary abbiamo chiuso un occhio, fingendo di non vedere la quasi accecante inutilità di Lucy Liu, con Do No Harm è difficile evitare la derisione anche senza paragonarlo a Jekyll.
La storia è davvero la stessa: di giorno neurochirurgo giovane, figo e dal CV impeccabile, di notte l'alter ego violento e socialmente disturbato.
Ma i miei piccoli lettori hanno imparato che non si giudica un prodotto dal cosa, ma dal come, quindi: dov'è che Do No Harm sbaglia?
Più o meno, ovunque.
Partiamo da lui, il Jekyll/Hyde di turno: Steven Pasquale ovviamente interpreta sia l'alter ego buono che quello malvagio, con l'unica differenza che quando fa il cattivo serra la mascella e aggrotta la fronte.
E basta.
Davvero: io vi direi di guardarlo solo per arrivare alla scena in cui Jason (buono) tenta di lasciare un messaggio sullo specchio del bagno a Ian (cattivo): lui tutto tremolante col ditino prova a scrivere DO NO HAR- ma viene interrotto da se stesso che elimina la condensa sullo specchio e pianta in macchina uno sguardo degno di Gargamella.
Il tipico sguardo ridicolo che si merita effettivamente un sacco di botte.
L'altro elemento completamente fuori luogo è la presunta suspance: Jason e Ian vivono 12 ore a testa e lo scambio avviene alle 08.25 e alle 20.25. Domande? No, perché con tutto l'affetto del mondo se me la metti giù così (e vi giuro che non ho saltato niente) a me non frega un cazzo del perché il tutto avviene a quell'ora. Non mi vien proprio da chiederlo. No, neanche se me lo ripeti tre volte.
E poi tutta una serie di dettagli fuori luogo o non sense: Jason è un chirurgo che - appunto - non opera dalle 20.25 alle 08.25. E nonostante quanto c'ha una casa da paura, che oggettivamente senza la reperibilità non ti potresti mai permettere.
Poi il passato: Jason si stordisce ogni notte (entra praticamente in coma) e ha scelto di dedicarsi alla cura degli altri perché sostiene - in uno spiegone inutile - che da piccolo ha ferito qualcuno. E quindi pensi tipo che ha ammazzato i genitori o ha annegato un fratellino. Poi scopri che ha lasciato una cicatrice sulla fronte di una ex fidanzata. Che ok, non è bello, ma già sei neurochirurgo a 30 anni, non mi venire a dire che hai iniziato gli studi lo scorso anno, dopo che hai sfregiato la tua ex, dai.
E poi, il figlio della ex che si chiama come lui, un collega buffissimo che gli vuole stroncare la carriera e una PAZZA che prima urla per strada che lui l'altra notte si è comportato male e poi, quando lui si scusa convinto di averle fatto del male, risponde "no, macché, non mi hai picchiata, mi hai solo riso in faccia". E SE NE VA.
(tutto vero, lo giuro)
Un prodotto non solo derivativo (che sarebbe il meno) ma ridicolo, pieno di buchi e realizzato in maniera pessima sotto qualunque punto di vista.
Un mondo di no.
GUARDALO SE:
cerchi una serie tv da seguire per il LOL
EVITA SE:
ma l'hai letta la recensione? Dai, cazzo, è chiaro perché 'sta roba non la devi vedere
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Questa mid-season parte veramente malissimo.
Che i prodotti televisivi del Regno Unito siano una spanna al di sopra di quelli statunitensi ormai è un dato di fatto difficile da negare.
Che questi ultimi stiano provando a tenere il passo copiando brutalmente tutto quello che va in onda su BBC One è innegabile esattamente come i pessimi risultati che si ottengono oltre oceano.
Perché se con Elementary abbiamo chiuso un occhio, fingendo di non vedere la quasi accecante inutilità di Lucy Liu, con Do No Harm è difficile evitare la derisione anche senza paragonarlo a Jekyll.
La storia è davvero la stessa: di giorno neurochirurgo giovane, figo e dal CV impeccabile, di notte l'alter ego violento e socialmente disturbato.
Ma i miei piccoli lettori hanno imparato che non si giudica un prodotto dal cosa, ma dal come, quindi: dov'è che Do No Harm sbaglia?
Più o meno, ovunque.
Partiamo da lui, il Jekyll/Hyde di turno: Steven Pasquale ovviamente interpreta sia l'alter ego buono che quello malvagio, con l'unica differenza che quando fa il cattivo serra la mascella e aggrotta la fronte.
E basta.
Davvero: io vi direi di guardarlo solo per arrivare alla scena in cui Jason (buono) tenta di lasciare un messaggio sullo specchio del bagno a Ian (cattivo): lui tutto tremolante col ditino prova a scrivere DO NO HAR- ma viene interrotto da se stesso che elimina la condensa sullo specchio e pianta in macchina uno sguardo degno di Gargamella.
Il tipico sguardo ridicolo che si merita effettivamente un sacco di botte.
L'altro elemento completamente fuori luogo è la presunta suspance: Jason e Ian vivono 12 ore a testa e lo scambio avviene alle 08.25 e alle 20.25. Domande? No, perché con tutto l'affetto del mondo se me la metti giù così (e vi giuro che non ho saltato niente) a me non frega un cazzo del perché il tutto avviene a quell'ora. Non mi vien proprio da chiederlo. No, neanche se me lo ripeti tre volte.
E poi tutta una serie di dettagli fuori luogo o non sense: Jason è un chirurgo che - appunto - non opera dalle 20.25 alle 08.25. E nonostante quanto c'ha una casa da paura, che oggettivamente senza la reperibilità non ti potresti mai permettere.
Poi il passato: Jason si stordisce ogni notte (entra praticamente in coma) e ha scelto di dedicarsi alla cura degli altri perché sostiene - in uno spiegone inutile - che da piccolo ha ferito qualcuno. E quindi pensi tipo che ha ammazzato i genitori o ha annegato un fratellino. Poi scopri che ha lasciato una cicatrice sulla fronte di una ex fidanzata. Che ok, non è bello, ma già sei neurochirurgo a 30 anni, non mi venire a dire che hai iniziato gli studi lo scorso anno, dopo che hai sfregiato la tua ex, dai.
E poi, il figlio della ex che si chiama come lui, un collega buffissimo che gli vuole stroncare la carriera e una PAZZA che prima urla per strada che lui l'altra notte si è comportato male e poi, quando lui si scusa convinto di averle fatto del male, risponde "no, macché, non mi hai picchiata, mi hai solo riso in faccia". E SE NE VA.
(tutto vero, lo giuro)
Un prodotto non solo derivativo (che sarebbe il meno) ma ridicolo, pieno di buchi e realizzato in maniera pessima sotto qualunque punto di vista.
Un mondo di no.
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Edna Von V
Se c'è qualcosa di più importante del mio ego su questa nave, la voglio catturata e fucilata.
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