COS'È: il nuovo film di Rodrigo Cortès che ci aveva incantati con quel capolavoro che era Buried e io ora non riesco a darmi pace dopo aver visto questa porcata.
Possiamo parlare di Buried?
Dai, vi recensisco quello. Per favore.
Fa troppo male parlare di questo film, di quanto lo aspettavo, di quanto mi stuzzicava il trailer e di come sono finita in sala, a proiezione terminata, a ripetermi che no, era uno scherzo.
L'argomento trattato - credo - lo sappiamo tutti: l'esistenza o meno di fenomeni soprannaturali legati a presunti sensitivi.
Come è già successo molte altre volte quest'anno, la trama (debole, debolissima, cavolo Rod!) cede il passo all'interpretazione di uno dei protagonisti: l'abbiamo visto con The Iron Lady, con Marilyn e con J. Edgar.
Qui l'attrice portante è la grandissima Sigourney Weaver, già memorabile presenza in The Cabin In The Woods.
C'è però un problema, qui, che non esisteva nei film precedentemente citati: a metà film l'attrice portante esce di scena, lasciando campo al giovane Murphy (e fin qui ok) e a De Niro (grave, GRAVISSIMO errore!).
Da qui in poi, quello che si era dimostrato un thriller psicologico gestito bene sbanda completamente, perde il filo e cade in binari molto più che scontati e banali: quasi tristi, direi.
Proprio come l'interpretazione di De Niro, passato ormai ufficialmente al lato oscuro del cinema, misera ombra del grande attore che era.
Alcuni momenti, soprattutto fino a tre quarti di film, sono estremamente godibili e non mancano le scene ilari (ammetto che su "tranquillo, è solo un uccello morto" ho riso molto), ma senza la guida della Weaver il film sembra non sapere più che direzione prendere, schiantandosi rapidamente verso un finale pensato male e girato peggio.
In altre parole, Red Lights è un thriller che non riesce mai a tenerci davvero sulle spine, dandoci il colpo di grazia con un finale risibile.
A meno che la volontà di Cortés non fosse davvero quella di fare un film che, lentamente ed inconsapevolmente, sfocia nella derisione.
In quel caso, capolavoro assoluto.
GUARDALO SE:
vuoi avere un piccolo assaggio di uno psico-thriller
sei comunque in grado di apprezzare un'interpretazione davvero ottima della Weaver
vuoi un thriller non troppo inaspettato
EVITA SE:
Cortès era entrato nell'olimpo dei tuoi registri preferiti e vuoi che ci resti
odi De Niro (bravo!)
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Possiamo parlare di Buried?
Dai, vi recensisco quello. Per favore.
Fa troppo male parlare di questo film, di quanto lo aspettavo, di quanto mi stuzzicava il trailer e di come sono finita in sala, a proiezione terminata, a ripetermi che no, era uno scherzo.
L'argomento trattato - credo - lo sappiamo tutti: l'esistenza o meno di fenomeni soprannaturali legati a presunti sensitivi.
Come è già successo molte altre volte quest'anno, la trama (debole, debolissima, cavolo Rod!) cede il passo all'interpretazione di uno dei protagonisti: l'abbiamo visto con The Iron Lady, con Marilyn e con J. Edgar.
Qui l'attrice portante è la grandissima Sigourney Weaver, già memorabile presenza in The Cabin In The Woods.
C'è però un problema, qui, che non esisteva nei film precedentemente citati: a metà film l'attrice portante esce di scena, lasciando campo al giovane Murphy (e fin qui ok) e a De Niro (grave, GRAVISSIMO errore!).
Da qui in poi, quello che si era dimostrato un thriller psicologico gestito bene sbanda completamente, perde il filo e cade in binari molto più che scontati e banali: quasi tristi, direi.
Proprio come l'interpretazione di De Niro, passato ormai ufficialmente al lato oscuro del cinema, misera ombra del grande attore che era.
Alcuni momenti, soprattutto fino a tre quarti di film, sono estremamente godibili e non mancano le scene ilari (ammetto che su "tranquillo, è solo un uccello morto" ho riso molto), ma senza la guida della Weaver il film sembra non sapere più che direzione prendere, schiantandosi rapidamente verso un finale pensato male e girato peggio.

A meno che la volontà di Cortés non fosse davvero quella di fare un film che, lentamente ed inconsapevolmente, sfocia nella derisione.
In quel caso, capolavoro assoluto.
GUARDALO SE:
vuoi avere un piccolo assaggio di uno psico-thriller
sei comunque in grado di apprezzare un'interpretazione davvero ottima della Weaver
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Edna Von V
Se c'è qualcosa di più importante del mio ego su questa nave, la voglio catturata e fucilata.
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