COS'È: l'animazione DreamWorks di questo Natale che doveva essere la superfavorita agli Oscar, poi il film uscito e non è che son stati tutti convintissimi. Senza motivo, per altro, perché è un film ben riuscito.
Se fino a qualche annetto fa sulla DreamWorks non c'era molto da dire, ora è ben più difficile: se da un lato non possiamo dimenticare dei lavori deprecabili come Shrek, Kung Fu Panda e Madagascar, dall'altro vanno citati gli ottimi Dragon Trainer, Puss In Boots e tutte le cose in co-produzione con la Aardman.
Detto questo dove si colloca Rise Of The Guardians?
Direi a metà, ma per molti aspetti più vicino a lavori positivi che a quelli pessimi.
In primissimo luogo per i VFX: animazioni ben realizzate sia che si tratti dei character principali, sia per quanto riguarda gli ambienti.
Che il mondo dell'irreale si presti particolarmente ad un utilizzo creativo degli effetti speciali non è una grande novità, ma sotto questo punto di vista DreamWorks sta reggendo ottimamente il passo di Pixar, frase che fino a qualche anno fa mai avrei pensato di dire nel pieno delle mie facoltà mentali.
Dov'è, allora, che il film non regge?
Prima della visione avrei detto nella scelta dei personaggi. Sbagliando: è vero che nessuno in Italia (o quasi...) conosce Jack Frost o Sandman, ma ci vuole davvero poco per innamorarsi di loro e per conoscerli.
La sabbia dorata dei sogni è irresistibile ed evocativa come poche altre cose e la caratterizzazione di colui che porta l'inverno è perfetta ed intuitiva.
Da adulti ghiaccio e neve sono spesso sinonimi di disagio e problemi, ma effettivamente, da bambini, quale frase suona meglio di "chiuso per neve"?
Jack Frost è la parte allegra, magica, divertente dell'inverno ed è questa la sua arma da guardiano, immediatamente intuibile.
Il film cede nel momento in cui non si preoccupa di sviluppare adeguatamente la storia, sorvolando su passaggi fondamentali che vengono solo "raccontati" e non visti.
È una tecnica utilizzata spesso per ridurre i tempi (nelle animazioni, poi, la lunghezza è fondamentale), ma l'effetto finale è solo quello di "buco" in una storia che sembra poco curata.
Un errore imperdonabile, soprattutto perché il resto del film è estremamente godibile.
DreamWorks prende uno dei film più importanti dell'anno (The Avengers) e lo tramuta in cartoon: non è quindi una storia originale o innovativa - soprattutto perché è tratta da una serie di romanzi - ma è una fiaba simpatica, dolce e avvincente.
Non possiamo parlare di un film ispirato (oltre a questa meta-citazione, Pitch ricorda molto Voldemort, un altro passaggio è chiaramente tratto da Monsters & Co. e via dicendo...), ma si tratta di un film valido per tutta la famiglia.
DreamWorks riesce spesso ad abbandonare una leggerezza che fino ad ora è stato ad esclusivo appannaggio della Pixar e lo fa proprio narrando la "nascita" di Jack Frost.
Unica vera pecca: il doppiaggio italiano.
Sono guardiani, non leggende. Il film è imperniato su questo: di nuovo, noi italiani non capiamo un cazzo di quello che vediamo.
Peccato.
GUARDALO SE:
ami le animazioni fatte bene
"It is our job to protect the children of the world. For as long as they believe in us, we will guard them with our lives"
ami il Natale
EVITA SE:
sei per il buonismo senza eccezioni
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Se fino a qualche annetto fa sulla DreamWorks non c'era molto da dire, ora è ben più difficile: se da un lato non possiamo dimenticare dei lavori deprecabili come Shrek, Kung Fu Panda e Madagascar, dall'altro vanno citati gli ottimi Dragon Trainer, Puss In Boots e tutte le cose in co-produzione con la Aardman.
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In primissimo luogo per i VFX: animazioni ben realizzate sia che si tratti dei character principali, sia per quanto riguarda gli ambienti.
Che il mondo dell'irreale si presti particolarmente ad un utilizzo creativo degli effetti speciali non è una grande novità, ma sotto questo punto di vista DreamWorks sta reggendo ottimamente il passo di Pixar, frase che fino a qualche anno fa mai avrei pensato di dire nel pieno delle mie facoltà mentali.
Dov'è, allora, che il film non regge?
Prima della visione avrei detto nella scelta dei personaggi. Sbagliando: è vero che nessuno in Italia (o quasi...) conosce Jack Frost o Sandman, ma ci vuole davvero poco per innamorarsi di loro e per conoscerli.
La sabbia dorata dei sogni è irresistibile ed evocativa come poche altre cose e la caratterizzazione di colui che porta l'inverno è perfetta ed intuitiva.
Da adulti ghiaccio e neve sono spesso sinonimi di disagio e problemi, ma effettivamente, da bambini, quale frase suona meglio di "chiuso per neve"?
Jack Frost è la parte allegra, magica, divertente dell'inverno ed è questa la sua arma da guardiano, immediatamente intuibile.
Il film cede nel momento in cui non si preoccupa di sviluppare adeguatamente la storia, sorvolando su passaggi fondamentali che vengono solo "raccontati" e non visti.
È una tecnica utilizzata spesso per ridurre i tempi (nelle animazioni, poi, la lunghezza è fondamentale), ma l'effetto finale è solo quello di "buco" in una storia che sembra poco curata.
Un errore imperdonabile, soprattutto perché il resto del film è estremamente godibile.
DreamWorks prende uno dei film più importanti dell'anno (The Avengers) e lo tramuta in cartoon: non è quindi una storia originale o innovativa - soprattutto perché è tratta da una serie di romanzi - ma è una fiaba simpatica, dolce e avvincente.
Non possiamo parlare di un film ispirato (oltre a questa meta-citazione, Pitch ricorda molto Voldemort, un altro passaggio è chiaramente tratto da Monsters & Co. e via dicendo...), ma si tratta di un film valido per tutta la famiglia.
DreamWorks riesce spesso ad abbandonare una leggerezza che fino ad ora è stato ad esclusivo appannaggio della Pixar e lo fa proprio narrando la "nascita" di Jack Frost.

Sono guardiani, non leggende. Il film è imperniato su questo: di nuovo, noi italiani non capiamo un cazzo di quello che vediamo.
Peccato.
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Edna Von V
Se c'è qualcosa di più importante del mio ego su questa nave, la voglio catturata e fucilata.
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