COS'È: mi rifiuto di spiegarvelo. Siete su un blog che si chiama THE FORCE OF HOBBIT, cristo, un po' di buon senso.
Gilbert Keith Chesterton diceva che "Le fiabe non raccontano ai bambini che i draghi esistono. I bambini sanno già che i draghi esistono. Le fiabe raccontano ai bambini che i draghi possono essere uccisi."
Lo Hobbit è esattamente questo: una fiaba per bambini - con tanto di drago - intrisa di buoni propositi.
Lo era il libro e lo è il film.
Troppo.
Sì, perché le tre ore di film partono decisamente male, tra eccessivi e per nulla coinvolgenti spiegoni e scenette al limite della macchietta.
Certo, il libro è chiaramente un racconto per bimbi, non è un mistero (quindi chi non sa questo piccolo dettaglio resterà MOLTO deluso se si aspetta qualcosa di epico come LOTR), ma il primo tempo calca troppo la mano sfiorando più di una volta la noia o la stucchevolezza.
Va detto però che PJ poteva tranquillamente accontentare tutti quelli che, non avendo letto il libro, si aspettavano l'ennesima storia epica e cavalleresca; invece è rimasto fedele all'aria dell'opera letteraria, non storpiando il tone of voice e integrando la storia solamente con alcuni dettagli tratti da altri racconti.
Notevole, invece, il lavoro creativo fatto sui nani: appena abbozzati nell'opera letteraria, sullo schermo diventano personaggi dalla caratterizzazione precisa e definita.
Forse uno dei lavori migliori presenti al cinema nell'ultimo anno.
Superato il disagio iniziale comunque (e colgo l'occasione per scusarmi con i poveretti seduti vicino a me al cinema che si sono beccati una tarantolata insofferente per circa 90 minuti), il film è una vera delizia.
La colonna sonora è impeccabile e la gestione di questa è praticamente la stessa di Pierino E il Lupo: ogni volta che un personaggio è protagonista della scena, le sue parole o le sue azioni sono accompagnate del tema relativo. Ritroviamo quindi il motivo dell'anello, quello degli elfi e quello della Contea ai quali si aggiunge il meraviglioso tema dei nani.
Non so quanti abbiano l'abitudine di acquistare la colonna sonora di un film, ma questa volta, più di altre, è un passaggio obbligatorio: pensateci, è anche un ottimo regalo di Natale.
E sì, state calmi, ora ne parlo: due parole sul 3D e sull'HFR.
Io non amo particolarmente il 3D ma ho il dubbio che finora questo fosse causato dai 24fps.
L’occhio umano smette di percepire le singole immagini intorno ai 55/58 fotogrammi al secondo; quindi, girare a 48fps crea abbastanza bene l’illusione della vita reale. Lo fa spessissimo e garantisce un 3D impeccabile soprattutto nella seconda metà del film (probabilmente lo fa anche nel primo tempo, solo che non c'ero ancora abituata).
"Sì, ma queste novità tecnologiche, io non s-" sentite, conservatori dei miei stivali da neve, la prima volta che è stato proiettato L'arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat la gente è scappata dalla sala terrorizzata, eppure ora il cinema è una delle arti più amate al mondo.
Come dire: non ci fermeremo solo perché voi non capite un cazzo.
Torniamo a noi.
Tutto questo primo capitolo ruota attorno ad un momento ben preciso, che riesce a tenere col fiato sospeso nonostante l'esito della scena fosse scontato: sappiamo benissimo che Bilbo non uccide Gollum, memore anche della frase che Gandalf pronuncia quando gli consegna Pungolo ("True courage is about not knowing when to take a life, but when to spare one"), eppure quell'istante sembra infinito.
Basterebbe così poco per far andare diversamente le cose, ma quegli occhioni persi nel vuoto continueranno la loro esistenza e interpreteranno ancora un ruolo fondamentale in LOTR.
Subito dopo, poi, abbiamo un altro collegamento con la storia futura, che però ho paura di aver visto solo io.
Bilbo esita: è invisibile grazie all'anello e potrebbe tranquillamente tornare alla sua amata casa.
Ma non lo fa.
E sarà Sam a spiegarci il perché:
Quel qualcosa di buono, qui, è un posto da chiamare casa, qualcosa che tutti i bambini (anche quelli maggiorenni da un bel po') dovrebbero avere.
GUARDALO SE:
ami Tolkien
ami il buon cinema
ti è piaciuto LOTR: alcune chicche - tipo le falene - sono state fatte solo per noi
EVITA SE:
non ti piace il fantasy
non ti piace la musica
non reggi i film troppo lunghi
Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su XCondividi su Facebook
Gilbert Keith Chesterton diceva che "Le fiabe non raccontano ai bambini che i draghi esistono. I bambini sanno già che i draghi esistono. Le fiabe raccontano ai bambini che i draghi possono essere uccisi."
Lo Hobbit è esattamente questo: una fiaba per bambini - con tanto di drago - intrisa di buoni propositi.
Non so quanti abbiano l'abitudine di acquistare la colonna sonora di un film, ma questa volta, più di altre, è un passaggio obbligatorio: pensateci, è anche un ottimo regalo di Natale.
E sì, state calmi, ora ne parlo: due parole sul 3D e sull'HFR.
Io non amo particolarmente il 3D ma ho il dubbio che finora questo fosse causato dai 24fps.
L’occhio umano smette di percepire le singole immagini intorno ai 55/58 fotogrammi al secondo; quindi, girare a 48fps crea abbastanza bene l’illusione della vita reale. Lo fa spessissimo e garantisce un 3D impeccabile soprattutto nella seconda metà del film (probabilmente lo fa anche nel primo tempo, solo che non c'ero ancora abituata).
"Sì, ma queste novità tecnologiche, io non s-" sentite, conservatori dei miei stivali da neve, la prima volta che è stato proiettato L'arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat la gente è scappata dalla sala terrorizzata, eppure ora il cinema è una delle arti più amate al mondo.
Come dire: non ci fermeremo solo perché voi non capite un cazzo.
Torniamo a noi.
Tutto questo primo capitolo ruota attorno ad un momento ben preciso, che riesce a tenere col fiato sospeso nonostante l'esito della scena fosse scontato: sappiamo benissimo che Bilbo non uccide Gollum, memore anche della frase che Gandalf pronuncia quando gli consegna Pungolo ("True courage is about not knowing when to take a life, but when to spare one"), eppure quell'istante sembra infinito.
Basterebbe così poco per far andare diversamente le cose, ma quegli occhioni persi nel vuoto continueranno la loro esistenza e interpreteranno ancora un ruolo fondamentale in LOTR.
Subito dopo, poi, abbiamo un altro collegamento con la storia futura, che però ho paura di aver visto solo io.
Bilbo esita: è invisibile grazie all'anello e potrebbe tranquillamente tornare alla sua amata casa.
Ma non lo fa.
E sarà Sam a spiegarci il perché:
"È come nelle grandi storie, padron Frodo. Quelle che contano davvero. Erano piene di oscurità e pericoli, e a volte non volevi sapere il finale. Perché come poteva esserci un finale allegro? Come poteva il mondo tornare com’era dopo che erano successe tante cose brutte? Ma alla fine è solo una cosa passeggera, quest’ombra. Anche l’oscurità deve passare. Arriverà un nuovo giorno. E quando il sole splenderà, sarà ancora più luminoso. Quelle erano le storie che ti restavano dentro, anche se eri troppo piccolo per capire il perché. Ma credo, padron Frodo, di capire, ora. Adesso so. Le persone di quelle storie avevano molte occasioni di tornare indietro e non l’hanno fatto. Andavano avanti, perché loro erano aggrappate a qualcosa. C’è del buono in questo mondo, padron Frodo. È giusto combattere per questo."
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Edna Von V
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