COS'È: la saga cinematografica che dal 2008 porta al cin- no, devo veramente spiegare di cosa si tratta?
Al limite, posso spendere due parole sul perché questo post era necessario: non lo era.
Come non lo è questo blog, per esempio.
Il punto è che dire "è una merda", per quanto corretto, non è esaustivo, quindi previa visione (ebbene sì) proviamo a portare qualche elemento a supporto della nostra tesi.
A livello di gestione della sceneggiatura, poche volte ho visto (V-I-S-T-O, non ho letto i libri, un po' mi voglio ancora bene) qualcosa di più lento, scoordinato e involontariamente vicino al LOL.
Per altro giudicavo i giovani (sì, lo sto ammettendo...) immuni a questo tipo di romanticismo take-away, in virtù del bombardamento di storie che ricevono su base quotidiana. E invece...
Ma se fin qui posso ancora sopportare - e ridere, appunto - mi viene difficile tollerare il passo indietro che ha fatto fare alla narrazione di genere.
Mi spiego meglio, pescando da un altro mondo:
fin dalle origini, mostri e supereroi sono andati di pari passo.
Prendo i supereroi perché sono una categoria all'interno della quale l'evoluzione di cui voglio parlare è più evidente, ma sia chiaro: eroi positivi e negativi sono due facce della stessa identica medaglia.
Inizialmente i buoni coi poteri (e ripeto: lo stesso si può dire dei cattivi coi poteri) erano tutti molto simili al modello "Superman": fortissimo, bellissimo, rispettosissimo, innamoratissimo, invincibile, perfetto.
E se agli albori, complice anche la novità del prodotto, il format ha funzionato alla perfezione, non è passato molto tempo prima che, alla precedente serie di aggettivi, se ne aggiungesse un altro: noioso.
L'evoluzione l'hanno fatta quasi in contemporanea sia DC che Marvel perché, in quanto artisti, hanno percepito prima del pubblico proprio quello che il pubblico provava: l'intrattenimento bidimensionale (da un lato il buono perfetto, dall'altro il cattivo cattivissimo, in mezzo lo scontro che non contempla nient'altro che loro) non era più sufficiente, complici anche le trecento linee narrative non coerenti o compatibili tra loro che inizialmente erano state create per tutti i supereroi.
Quindi, mentre sull'Uomo D'Acciaio inizia a depositarsi una certa patina di noia (lui, Batman e Wonder Woman restano comunque i DC più amati e adorati in ogni epoca), alla Marvel pensano che forse è il caso di creare degli eroi meno super. O, per dirla con le loro parole, "dei supereroi con superproblemi".
È per questo che nascono Peter Parker (non c'ha una ragazza, è quasi sociopatico, intorno a lui tutti o si drogano o schiattano miseramente), DareDevil (come il precedente però cieco), Hulk (la versione non attraente di Dr Jakyll e My Hyde, invisa a tutti), X- Men (e il loro rapporto con gli umani) e via via tutti gli altri.
All'improvviso, i fumetti non sono più una cosa da bambini, ma parlano agli adulti, analizzano la società e le dinamiche umane: è un'evoluzione iniziata negli anni '60 e anche oggi è questo il tipo di comics a cui si tende, non il precedente.
Con Twilight ritorniamo ai character pre-rivoluzione.
Su quanto i vampiri di questa saga non siano veri Nosferatu si sono spesi fin troppi pixel, senza però arrivare al nocciolo della questione.
Il vampiro classico (THE ONE) è una creatura affascinante ma intrinsecamente maligna; ipnotica ma piena di curiose debolezze; tanto potente quando ridicolmente fragile.
In Twilight non troviamo nulla di simile: tutti sono belli; forti; possono stare alla luce (e luccicano! Come Barbie Prom Night!); non sono infastiditi da aglio, croci o paletti; sono buoni o cattivi a seconda della famiglia e - ovviamente - il protagonista è esattamente come Superman: fortissimo, bellissimo, rispettosissimo, innamoratissimo.
Non ci sono drammi quotidiani o problemi sociali da affrontare: c'è solo una love story senza né capo né coda.
E no, non è nemmeno un amore contrastato: Romeo&Giulietta è un amore contrastato, Renzo&Lucia è un amore contrastato, io&Ex eravamo un amore contrastato. Questa roba qui NO.
Quindi non è questione di essere snob o radical chic: il boxoffice di questa saga è stato creato da gente ancorata a schemi narrativi che cinquant'anni fa furono considerati antiquati. Da gente di dodic'anni.
GUARDALO SE:
mi state chiedendo troppo, ora, via
EVITA SE:
eh
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Al limite, posso spendere due parole sul perché questo post era necessario: non lo era.
Come non lo è questo blog, per esempio.
Il punto è che dire "è una merda", per quanto corretto, non è esaustivo, quindi previa visione (ebbene sì) proviamo a portare qualche elemento a supporto della nostra tesi.
A livello di gestione della sceneggiatura, poche volte ho visto (V-I-S-T-O, non ho letto i libri, un po' mi voglio ancora bene) qualcosa di più lento, scoordinato e involontariamente vicino al LOL.
Per altro giudicavo i giovani (sì, lo sto ammettendo...) immuni a questo tipo di romanticismo take-away, in virtù del bombardamento di storie che ricevono su base quotidiana. E invece...
Ma se fin qui posso ancora sopportare - e ridere, appunto - mi viene difficile tollerare il passo indietro che ha fatto fare alla narrazione di genere.
Mi spiego meglio, pescando da un altro mondo:
fin dalle origini, mostri e supereroi sono andati di pari passo.
Prendo i supereroi perché sono una categoria all'interno della quale l'evoluzione di cui voglio parlare è più evidente, ma sia chiaro: eroi positivi e negativi sono due facce della stessa identica medaglia.
Inizialmente i buoni coi poteri (e ripeto: lo stesso si può dire dei cattivi coi poteri) erano tutti molto simili al modello "Superman": fortissimo, bellissimo, rispettosissimo, innamoratissimo, invincibile, perfetto.
E se agli albori, complice anche la novità del prodotto, il format ha funzionato alla perfezione, non è passato molto tempo prima che, alla precedente serie di aggettivi, se ne aggiungesse un altro: noioso.
L'evoluzione l'hanno fatta quasi in contemporanea sia DC che Marvel perché, in quanto artisti, hanno percepito prima del pubblico proprio quello che il pubblico provava: l'intrattenimento bidimensionale (da un lato il buono perfetto, dall'altro il cattivo cattivissimo, in mezzo lo scontro che non contempla nient'altro che loro) non era più sufficiente, complici anche le trecento linee narrative non coerenti o compatibili tra loro che inizialmente erano state create per tutti i supereroi.
Quindi, mentre sull'Uomo D'Acciaio inizia a depositarsi una certa patina di noia (lui, Batman e Wonder Woman restano comunque i DC più amati e adorati in ogni epoca), alla Marvel pensano che forse è il caso di creare degli eroi meno super. O, per dirla con le loro parole, "dei supereroi con superproblemi".
È per questo che nascono Peter Parker (non c'ha una ragazza, è quasi sociopatico, intorno a lui tutti o si drogano o schiattano miseramente), DareDevil (come il precedente però cieco), Hulk (la versione non attraente di Dr Jakyll e My Hyde, invisa a tutti), X- Men (e il loro rapporto con gli umani) e via via tutti gli altri.
All'improvviso, i fumetti non sono più una cosa da bambini, ma parlano agli adulti, analizzano la società e le dinamiche umane: è un'evoluzione iniziata negli anni '60 e anche oggi è questo il tipo di comics a cui si tende, non il precedente.
Con Twilight ritorniamo ai character pre-rivoluzione.
Su quanto i vampiri di questa saga non siano veri Nosferatu si sono spesi fin troppi pixel, senza però arrivare al nocciolo della questione.
Il vampiro classico (THE ONE) è una creatura affascinante ma intrinsecamente maligna; ipnotica ma piena di curiose debolezze; tanto potente quando ridicolmente fragile.
In Twilight non troviamo nulla di simile: tutti sono belli; forti; possono stare alla luce (e luccicano! Come Barbie Prom Night!); non sono infastiditi da aglio, croci o paletti; sono buoni o cattivi a seconda della famiglia e - ovviamente - il protagonista è esattamente come Superman: fortissimo, bellissimo, rispettosissimo, innamoratissimo.
Non ci sono drammi quotidiani o problemi sociali da affrontare: c'è solo una love story senza né capo né coda.
E no, non è nemmeno un amore contrastato: Romeo&Giulietta è un amore contrastato, Renzo&Lucia è un amore contrastato, io&Ex eravamo un amore contrastato. Questa roba qui NO.
Quindi non è questione di essere snob o radical chic: il boxoffice di questa saga è stato creato da gente ancorata a schemi narrativi che cinquant'anni fa furono considerati antiquati. Da gente di dodic'anni.
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Edna Von V
Se c'è qualcosa di più importante del mio ego su questa nave, la voglio catturata e fucilata.
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