COS'È: un film sull'ora e il sempre, sui legami tipici di ogni famiglia e di come i membri lottino per rafforzare o romperli.
E la riprova che sì: Dolan va tenuto d'occhio.
Mommy si svolge in un immaginario prossimo futuro canadese dopo l'adozione di leggi che impongono ai genitori di bambini con disturbi emotivi di assumersene piena responsabilità oppure di inviarli ai centri di detenzione.
Detta così, sembra l'inizio di un thriller distopico di Cronenberg, in realtà è solo l'introduzione di uno psicodramma familiare estremamente reale.
Ci sono talmente tante cose che colpiscono di Mommy.
Potrei iniziare dall'energia e dal calore che trasbordano dallo schermo.
O dalle magistrali interpretazioni di tutti i protagonisti.
Ma è sicuramente la scelta dello screen ratio ad impressionare di più: invece di una 'regolare' gestione in 16:9, Dolan e il suo DoP hanno optato per schermo stretto, come uno screenshot verticale dell'iPhone (in realtà è uno screen ration 1:1), perfetto per catturare la lunghezza di un corpo o l'angoscia di un viso, e per drammatizzare sentimenti in un ambito ristretto.
Se questo espediente può venire inizialmente percepito come inutilmente restrittivo, presto crea una propria grammatica visiva accattivante fatta di close-up e motivi geometrici.
In sole due sequenze l'immagine si espande a schermo intero: senza cadere nello spoiler, diciamo che l'immagine si alalrga durante due brevi scene di speranza e di ottimismo, una metafora elegante per l'ampliamento dei ristretti orizzonti dei protagonisti.
Un altro dei tocchi tipici di Dolan è la colonna sonora, collage di pop vintage e brani classici, fingendo qui che tutte le canzoni derivino da un CD creato da defunto padre di Steve.
Diane e Steve sono entrambi personaggi imperfetti, né vittime né antagonisti. Le loro conversazioni sono combattive e pungente, pieno di slang e occasionali contatti fisici, con sentori di intimità incestuosa che però la sceneggiatura esplora mai completamente.
A differenza dei protagonisti tipici di Dolan, questi non sono hipsters borghesi bohémien ma outsider operai problematici, che lottano con stanchezza ma con ancora un briciolo di speranza in corpo, con quella vitalità e volgarità che donano al film il suo umorismo crudo.
Un film soffocante e caloroso allo stesso tempo.
Che poi è quello che possiamo dire di ogni famiglia, no?
GUARDALO SE:
non vuoi perdere uno dei migliori film del 2014
EVITA SE:
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O dalle magistrali interpretazioni di tutti i protagonisti.
Ma è sicuramente la scelta dello screen ratio ad impressionare di più: invece di una 'regolare' gestione in 16:9, Dolan e il suo DoP hanno optato per schermo stretto, come uno screenshot verticale dell'iPhone (in realtà è uno screen ration 1:1), perfetto per catturare la lunghezza di un corpo o l'angoscia di un viso, e per drammatizzare sentimenti in un ambito ristretto.
Se questo espediente può venire inizialmente percepito come inutilmente restrittivo, presto crea una propria grammatica visiva accattivante fatta di close-up e motivi geometrici.
In sole due sequenze l'immagine si espande a schermo intero: senza cadere nello spoiler, diciamo che l'immagine si alalrga durante due brevi scene di speranza e di ottimismo, una metafora elegante per l'ampliamento dei ristretti orizzonti dei protagonisti.
Un altro dei tocchi tipici di Dolan è la colonna sonora, collage di pop vintage e brani classici, fingendo qui che tutte le canzoni derivino da un CD creato da defunto padre di Steve.
Diane e Steve sono entrambi personaggi imperfetti, né vittime né antagonisti. Le loro conversazioni sono combattive e pungente, pieno di slang e occasionali contatti fisici, con sentori di intimità incestuosa che però la sceneggiatura esplora mai completamente.
A differenza dei protagonisti tipici di Dolan, questi non sono hipsters borghesi bohémien ma outsider operai problematici, che lottano con stanchezza ma con ancora un briciolo di speranza in corpo, con quella vitalità e volgarità che donano al film il suo umorismo crudo.
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Edna Von V
Se c'è qualcosa di più importante del mio ego su questa nave, la voglio catturata e fucilata.
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