COS'È: il motivo per cui chiunque lavori all'interno delle distribuzioni italiane dev'essere licenziato in tronco ADESSO, 'che quella traduzione lì non si può vedere.
Muovendosi selvaggiamente tra satira, psicologia e dramma morale, Nightcrawler (perché così lo chiameremo) attacca il giornalismo televisivo contemporaneo, ormai fatto solo di shock e steroidi.
Ok, diciamo subito la verità: la critica sociale di Gilroy non è mai convincente fino in fondo (ma non è un suo esclusivo difetto: sembra sia impossibile criticare il sensazionalismo dei media senza fare lo stesso errore), ma se chiudiamo gli occhi su questo aspetto, il film è fantastico.
Gilroy, con la sua opera prima (un colpo al cuore ogni volta che scrivo questa frase), riesce a non giudicare Lou Bloom: il personaggio di Gyllenhall è deciso, è brillante, è felice.
Ed è un mostro.
Un bestia che si ciba dei momenti peggiori delle persone, delle loro debolezze, della loro fine. Arriva perfino a crearli, pur di averli in esclusiva.
Sullo schermo Lou è libero di fare quello che vuole senza alcun giudizio morale da parte del regista e, in fondo, ammettiamolo: è uno davvero bravo nel suo lavoro.
Sarebbe facile dire che Nightcrawler è un'istantanea di come viviamo adesso. Ma in realtà non aggiunge nulla circa il rapporto tra i media e la società - e il tossico e simbiotico voyerismo - che non sia già stato detto, decenni prima, in Ace in the Hole (1951), Network (1976) o Broadcast News (1987).
'If it bleeds, it leads' non è una novità, ma lo stile di Gilroy è vivido e pieno di verve e l'interpretazione di Gyllenhall è magnetica: tanto quanto De Niro in Taxi Driver (dove ha recitato alla stessa età attuale di Jake, è un caso?)
Lou non è dipinto come un dio, altrimenti sarebbe soggetto ad un dibattito etico interno: lui agisce rapidamente e con decisione per costruire il suo racconto finché non diventa realtà e, successivamente, storia.
Potremmo non approvare le sue metodologie, ma allo stesso tempo non riusciamo a distogliere lo sguardo per paura di perdere quello che viene dopo: è una persona orrenda, in grado di creare imperdibili show televisivi.

Noi siamo stati governati 20 anni, da uno così, quindi abbiamo poco da scandalizzarci.
GUARDALO SE:
cerchi azione, cinismo e mostruosità
EVITA SE:
cerchi un'analisi più profonda sul rapporto società-media
Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su XCondividi su Facebook
Muovendosi selvaggiamente tra satira, psicologia e dramma morale, Nightcrawler (perché così lo chiameremo) attacca il giornalismo televisivo contemporaneo, ormai fatto solo di shock e steroidi.
Ok, diciamo subito la verità: la critica sociale di Gilroy non è mai convincente fino in fondo (ma non è un suo esclusivo difetto: sembra sia impossibile criticare il sensazionalismo dei media senza fare lo stesso errore), ma se chiudiamo gli occhi su questo aspetto, il film è fantastico.
Gilroy, con la sua opera prima (un colpo al cuore ogni volta che scrivo questa frase), riesce a non giudicare Lou Bloom: il personaggio di Gyllenhall è deciso, è brillante, è felice.
Ed è un mostro.
Un bestia che si ciba dei momenti peggiori delle persone, delle loro debolezze, della loro fine. Arriva perfino a crearli, pur di averli in esclusiva.
Sullo schermo Lou è libero di fare quello che vuole senza alcun giudizio morale da parte del regista e, in fondo, ammettiamolo: è uno davvero bravo nel suo lavoro.
Sarebbe facile dire che Nightcrawler è un'istantanea di come viviamo adesso. Ma in realtà non aggiunge nulla circa il rapporto tra i media e la società - e il tossico e simbiotico voyerismo - che non sia già stato detto, decenni prima, in Ace in the Hole (1951), Network (1976) o Broadcast News (1987).
'If it bleeds, it leads' non è una novità, ma lo stile di Gilroy è vivido e pieno di verve e l'interpretazione di Gyllenhall è magnetica: tanto quanto De Niro in Taxi Driver (dove ha recitato alla stessa età attuale di Jake, è un caso?)
Lou non è dipinto come un dio, altrimenti sarebbe soggetto ad un dibattito etico interno: lui agisce rapidamente e con decisione per costruire il suo racconto finché non diventa realtà e, successivamente, storia.
Potremmo non approvare le sue metodologie, ma allo stesso tempo non riusciamo a distogliere lo sguardo per paura di perdere quello che viene dopo: è una persona orrenda, in grado di creare imperdibili show televisivi.

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Edna Von V
Se c'è qualcosa di più importante del mio ego su questa nave, la voglio catturata e fucilata.
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