Per evitare spoiler, un pezzo è scritto in bianco. Evidenzialo solo se hai visto il film.
E lascia perdere tutto quello che hai letto, il trailer che hai visto, le recensioni dei tuoi amici: non si parla né di asocialità, né di distopie, né di tecnologia, né di salcazzo cos'altro c'ha visto la gente.
Relazioni. Come sono ora. Come saranno sempre.
Fondamentalmente una pessima idea.
Recensire Her (che se potete DOVETE vedere in lingua originale, grazie Bim) è un casino: un po' perché la trama la sapete, un po' perché a raccontarla pare una minchiata (uno che di lavoro fa il Cyrano de Bergerac per le lettere d'amore altrui si innamora di un sistema operativo)(no, non come voi amate i vostri Mac, in un altro modo), un po' perché il tutto è talmente curato fino all'eccesso che davvero non so come fare a non dilungarmi.
Voglio provarci, ma temo che ne uscirà una roba illeggibile. Quindi forse non si noterà la differenza coi soliti post.
Her è un film intimo, pieno di pudore e lontano dalla pornografia dei sentimenti che regna ovunque.
L'avreste mai detto? Ebbene sì, ci sono sentimenti oltre la fiction.
Her è intimo per come è fatto (l'80% del tempo sono primissimi piani di Joaquin Phoenix, il resto sono brevi scorci della vita che scorre attorno a lui, fatta di gente assolutamente uguale a lui, ovvero 'sola' ma alla ricerca di una risposta), ma anche per come è sviluppato: Theodore si innamora come tutti noi dovremmo innamorarci.
Ha bisogno di qualcosa che lo porti a chiudere la relazione precedente ed aprirsi verso nuove esperienze, ma al tempo stesso non vuole forzature. Tutto quello che è, accade nella sua mente, lo dice lui stesso: a lui piace essere sposato, gli piace l'idea, la sicurezza. Anche se un matrimonio non ce l'ha più.
Tutto il film si snoda lungo binari assolutamente prevedibili e scontati ma è proprio questa la sua forza: in un futuro lontano, le cose non cambiano. Il tempo non cambia. E figurarsi se cambiano le relazioni.
Da quando non avere un corpo è un problema?
Tutti noi ci siamo innamorati di persone che non esistono fisicamente, ci siamo fatti film (ahah. Scusate) su chi avevamo accanto, abbiamo proiettato le nostre speranze smettendo di vedere. E il risultato è stato un portone in faccia.
Il rapporto tra Theodore e Samantha, quanto meno, è onesto, in una maniera che oserei dire letale.
Il dolore che ho provato quando Samantha gli risponde che durante le loro conversazioni lei sta parlando con qualche altro migliaio di persone e che si è innamorata di diverse centinaia di loro, va oltre il dolore che può arrecarmi qualunque tradimento fisico (e purtroppo so di cosa parlo).
Her è la storia della migliore storia della nostra vita, quella che ci cambia e che ci lascia con un sorriso (amaro) anche quando finisce; è quello che ci succede quando troviamo chi desideriamo.
Perché tutti vogliamo una persona sveglia, attiva, vivace, stimolante, sempre a nostra disposizione. Ma per tenerla accanto a noi, dobbiamo essere i migliori noi stessi, dobbiamo essere all'altezza.
Dobbiamo evolverci e spesso due persone non lo fanno alla stessa velocità o maniera.
Insomma, attenti a quello che desiderate perché potreste ottenerlo. E poi vi voglio vedere.
Lo so, avrei dovuto soffermarmi sulla sceneggiatura (perfetta, con il ritmo giusto e un climax perfetto)(avviso: la corsa di Theodor vi toglierà il fiato, letteralmente), sugli interni e la fotografia (scelta cromatica azzeccata in ogni secondo: Theodore è vestito anonimamente quando soffre e di rosso vivo quando è innamorato).
Dovrei dirvi di come il simbolismo sia sottile al punto giusto e di come mi abbia irritato l'unica simbologia spiattellata sullo schermo (lui seduto, il rapace sullo schermo dietro, dai, cazzo).
Di come si parli di una crescita che non ha fine.
Di come sia l'evoluzione di un personaggio che, in fondo, ha una relazione con se stesso, durante la quale impara a scoprirsi, amarsi, accettarsi e desiderare il meglio per se stesso e le persone a cui tiene.
Dovrei approfondire il concetto di 'amore come malattia socialmente accettata' e quello di 'il passato è una storia che ci raccontiamo continuamente'.
Dovrei parlare di tutto tranne della storia d'amore.
Ok, non lo faccio più, non è il mio campo, ma voi dovete impegnarvi per riuscire a parlarne male.
GUARDALO SE:
hai un'attenzione maniacale ai dettagli
siete innamoratissimi, ma proprio certicerticerti
volete vedere un approccio diverso alle relazioni futuristiche
ami gli Arcade Fire
EVITA SE:
esci or ora da una storia. O se comunque non l'hai ancora superata bene.
non ti piace la fantascienza più spinta: qui Olivia Wilde va in bianco. OLIVIA WILDE.
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Edna Von V
Se c'è qualcosa di più importante del mio ego su questa nave, la voglio catturata e fucilata.
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