Ok.
L'ho visto in italiano.
L'ho rivisto in inglese.
Son qui che scalpito perché voglio rivederlo in italiano E in inglese in 3D.
Nel frattempo ho scritto due parole qui.
Giusto due, mi son detta, che non voglio spoilerare niente a nessuno, tanto quando lo vedono capiscono subito la bellezza del film che scorre davanti ai loro oggi.
...
E invece UN CAZZO.
Ho compiuto l'errore di leggere varie recensioni e ora sono incazzata da morire.
Non so neanche perché perdo tempo: certa gente non saprebbe distinguere un elefante da un elefante marino e si mette a parlare di film.
Vi odio, santiddio, vi odio dal profondo del cuore.
Voi siete la progenie di quelli che, alla proiezione dei Fratelli Lumière, sono scappati dalla sala e il giorno son andati in giro a dire tutti che quella era un'arte senza futuro. Vi ho riconosciuti.
Di seguito, quindi, una serie di affermazioni su Frozen e la mia smentita:
Cantano troppe canzoni:
ci sono esattamente nove momenti in cui i protagonisti cantano. In Aladdin sono nove, nel Re Leone sono otto. In Alice Nel Paese Delle Meraviglie non li conto da quanti sono; Fantasia non la cito perché non ve la meritate. Ora venitemi a dire che erano brutti film perché c'erano troppe canzoni.
Sempre gli stessi modelli, sempre le stesse storie:
ora mi elencate un film (non animation: in generale) che non sia 'sempre la stessa storia'. Dai, su, son qui che aspetto.
Sugli stessi modelli, invece, vi devo chiedere che altri film d'animazione avete visto dove a una delle protagoniste viene detto che non ci si può innamorare di una persona che hai appena conosciuto e che quando inizia a piacerti qualcuno, beh, scordati di cambiarlo: così l'hai preso, così te lo tieni, fare la crocerossina non funziona. L'altra, invece, manda *solo* a fanculo tutto il mondo, smette di essere 'la brava ragazza che deve essere' e alla quale teneva tanto il suo babbo e trova il coraggio di dire a se stessa che quella cosa che tutti le criticano a lei non ha mai dato fastidio.
Il tutto, per altro, nelle canzoni che tanto criticavate al punto precedente.
Non è spiegato da dove viene il potere di Elsa:
ah, ma allora non avete proprio capito il film. Elsa è nata con quel potere, esattamente come tutti noi siamo nati con un dono, con una caratteristica, con un particolare che potrebbe essere la cosa migliore della nostra vita oppure quell'elemento che ci distruggerà.
È difficile generare un senso di calore, quando i punti della trama sono così freddamente calcolati, e non aiutano i numeri musicali (Adam Nayman - Globe and Mail):
Per i numeri musicali vedi sopra (e più sotto).
Mi sfuggono i punti freddamente calcolati: per tutto il film pare che Christoff sia l'ancora di salvezza di Anna ed Elsa. E invece, guarda un po'.
Poi oh, se Olaf non ti ha trasmesso un senso di calore (è l'unico legame tra le sorelle che, proprio perché è nato dalla loro innocenza, è dotato di vita propria, anche se Elsa non l'ha fatto apposta) quando canta di amare l'estate o quando dice che vale la pena sciogliersi per qualcuno, hai un problema grosso che risolverai col tuo psicanalista, non sul mio blog. Proprio perché è un prodotto della loro infanzia, Olaf non ha paura, non ha vergogna, è genuinamente vivo e tremendamente cosciente di ciò che accade, anche se non sembra a prima vista. Non dovrei essere io a spiegarlo, è proprio palese.
Sembra più una commedia romantica di Hollywood (Ben Sachs - Chicago Reader):
A parte che non ho capito se vuol essere un insulto o un complimento (propendo per l'insulto), ma il punto qui è ESATTAMENTE il contrario, cioè la dimostrazione che non esiste solo l'amore romantico.
No, vabbè, ma che film avete visto?
E poi Hollywood per Natale non farebbe MAI uscire un film senza una coppia, dai.
Tante (troppe) canzoni, buoni sentimenti (è un trattato su come vincere la paura del diverso), belle ricostruzioni. Però troppo pensato per un pubblico femminile (Maurizio Acerbi - Il Giornale):
Sì, lo so, sbaglio io a prendere seriamente il Giornale, avete ragione.
Ma il fatto che questo tipo di recensioni siano su un quotidiano a tiratura nazionale fa paura.
Molta paura.
Intanto perché passa il messaggio che avere dei sentimenti è femminile (il sottotesto è 'da froci'); poi vabbè, la paura del diverso? Elsa se ne va perché non vuole ferire nessuno. Punto. C'è una sola persona che la accusa di stregoneria ed è un vecchio antipatico. L'intera storia non ha NULLA a che vedere con la paura del diverso, però capisco che il Giornale ci dovesse infilare un po' di xenofobia, perché l'omofobia non era abbastanza.
Che cosa c’è qui di vecchio e di nuovo? Di vecchio la presenza di tante canzoni che non solo interrompono l’azione con melodie di facile ascolto ma anche la verosimiglianza delle situazioni (perché mai un personaggio disperato dovrebbe mettersi a cantare?). Insomma, la solita storia (Luca Raffaelli - Repubblica):
Sì, è vero, infatti quando siamo tristi non ci spariamo mai la musica a palla e cantiamo come forsennati.
...
Luca Raffaelli, la bandiera dei farmaci antidepressivi.
Poi vabbè, a lui il concetto di musical glielo spiego un'altra volta, che si sta facendo tardi.
I testi delle canzoni non sono profondi:
riporto di seguito una carrellata di frasi estratte dalle canzoni
Da For The First Time In Forever:
Don't let them in, don't let them see
Be the good girl you always have to be
Conceal, don't feel, put on a show
Make one wrong move and everyone will know
Da Let It Go (che sarebbe da citare tutta):
A kingdom of isolation
And it looks like I'm the queen
[...]
Let it go, let it go
Can't hold it back anymore
Let it go, let it go
Turn away and slam the door
I don't care what they're going to say
Let the storm rage on
The cold never bothered me anyway
It's funny how some distance makes everything seem small
[...]
I'm never going back, the past is in the past
Da For The First Time In Forever (reprise):
Yes, I'm alone, but I'm alone and free.
Vedete un po' voi, ora.
Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su XCondividi su Facebook
L'ho visto in italiano.
L'ho rivisto in inglese.
Son qui che scalpito perché voglio rivederlo in italiano E in inglese in 3D.
Nel frattempo ho scritto due parole qui.
Giusto due, mi son detta, che non voglio spoilerare niente a nessuno, tanto quando lo vedono capiscono subito la bellezza del film che scorre davanti ai loro oggi.
...
E invece UN CAZZO.
Ho compiuto l'errore di leggere varie recensioni e ora sono incazzata da morire.
Non so neanche perché perdo tempo: certa gente non saprebbe distinguere un elefante da un elefante marino e si mette a parlare di film.
Vi odio, santiddio, vi odio dal profondo del cuore.
Voi siete la progenie di quelli che, alla proiezione dei Fratelli Lumière, sono scappati dalla sala e il giorno son andati in giro a dire tutti che quella era un'arte senza futuro. Vi ho riconosciuti.
Di seguito, quindi, una serie di affermazioni su Frozen e la mia smentita:
Cantano troppe canzoni:
ci sono esattamente nove momenti in cui i protagonisti cantano. In Aladdin sono nove, nel Re Leone sono otto. In Alice Nel Paese Delle Meraviglie non li conto da quanti sono; Fantasia non la cito perché non ve la meritate. Ora venitemi a dire che erano brutti film perché c'erano troppe canzoni.
Sempre gli stessi modelli, sempre le stesse storie:
ora mi elencate un film (non animation: in generale) che non sia 'sempre la stessa storia'. Dai, su, son qui che aspetto.
Sugli stessi modelli, invece, vi devo chiedere che altri film d'animazione avete visto dove a una delle protagoniste viene detto che non ci si può innamorare di una persona che hai appena conosciuto e che quando inizia a piacerti qualcuno, beh, scordati di cambiarlo: così l'hai preso, così te lo tieni, fare la crocerossina non funziona. L'altra, invece, manda *solo* a fanculo tutto il mondo, smette di essere 'la brava ragazza che deve essere' e alla quale teneva tanto il suo babbo e trova il coraggio di dire a se stessa che quella cosa che tutti le criticano a lei non ha mai dato fastidio.
Il tutto, per altro, nelle canzoni che tanto criticavate al punto precedente.
Non è spiegato da dove viene il potere di Elsa:
ah, ma allora non avete proprio capito il film. Elsa è nata con quel potere, esattamente come tutti noi siamo nati con un dono, con una caratteristica, con un particolare che potrebbe essere la cosa migliore della nostra vita oppure quell'elemento che ci distruggerà.
È difficile generare un senso di calore, quando i punti della trama sono così freddamente calcolati, e non aiutano i numeri musicali (Adam Nayman - Globe and Mail):
Per i numeri musicali vedi sopra (e più sotto).
Mi sfuggono i punti freddamente calcolati: per tutto il film pare che Christoff sia l'ancora di salvezza di Anna ed Elsa. E invece, guarda un po'.
Poi oh, se Olaf non ti ha trasmesso un senso di calore (è l'unico legame tra le sorelle che, proprio perché è nato dalla loro innocenza, è dotato di vita propria, anche se Elsa non l'ha fatto apposta) quando canta di amare l'estate o quando dice che vale la pena sciogliersi per qualcuno, hai un problema grosso che risolverai col tuo psicanalista, non sul mio blog. Proprio perché è un prodotto della loro infanzia, Olaf non ha paura, non ha vergogna, è genuinamente vivo e tremendamente cosciente di ciò che accade, anche se non sembra a prima vista. Non dovrei essere io a spiegarlo, è proprio palese.
Sembra più una commedia romantica di Hollywood (Ben Sachs - Chicago Reader):
A parte che non ho capito se vuol essere un insulto o un complimento (propendo per l'insulto), ma il punto qui è ESATTAMENTE il contrario, cioè la dimostrazione che non esiste solo l'amore romantico.
No, vabbè, ma che film avete visto?
E poi Hollywood per Natale non farebbe MAI uscire un film senza una coppia, dai.
Tante (troppe) canzoni, buoni sentimenti (è un trattato su come vincere la paura del diverso), belle ricostruzioni. Però troppo pensato per un pubblico femminile (Maurizio Acerbi - Il Giornale):
Sì, lo so, sbaglio io a prendere seriamente il Giornale, avete ragione.
Ma il fatto che questo tipo di recensioni siano su un quotidiano a tiratura nazionale fa paura.
Molta paura.
Intanto perché passa il messaggio che avere dei sentimenti è femminile (il sottotesto è 'da froci'); poi vabbè, la paura del diverso? Elsa se ne va perché non vuole ferire nessuno. Punto. C'è una sola persona che la accusa di stregoneria ed è un vecchio antipatico. L'intera storia non ha NULLA a che vedere con la paura del diverso, però capisco che il Giornale ci dovesse infilare un po' di xenofobia, perché l'omofobia non era abbastanza.
Che cosa c’è qui di vecchio e di nuovo? Di vecchio la presenza di tante canzoni che non solo interrompono l’azione con melodie di facile ascolto ma anche la verosimiglianza delle situazioni (perché mai un personaggio disperato dovrebbe mettersi a cantare?). Insomma, la solita storia (Luca Raffaelli - Repubblica):
Sì, è vero, infatti quando siamo tristi non ci spariamo mai la musica a palla e cantiamo come forsennati.
...
Luca Raffaelli, la bandiera dei farmaci antidepressivi.
Poi vabbè, a lui il concetto di musical glielo spiego un'altra volta, che si sta facendo tardi.
I testi delle canzoni non sono profondi:
riporto di seguito una carrellata di frasi estratte dalle canzoni
Da For The First Time In Forever:
Don't let them in, don't let them see
Be the good girl you always have to be
Conceal, don't feel, put on a show
Make one wrong move and everyone will know
Da Let It Go (che sarebbe da citare tutta):
A kingdom of isolation
And it looks like I'm the queen
[...]
Let it go, let it go
Can't hold it back anymore
Let it go, let it go
Turn away and slam the door
I don't care what they're going to say
Let the storm rage on
The cold never bothered me anyway
It's funny how some distance makes everything seem small
[...]
I'm never going back, the past is in the past
Da For The First Time In Forever (reprise):
Yes, I'm alone, but I'm alone and free.
Vedete un po' voi, ora.
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Edna Von V
Se c'è qualcosa di più importante del mio ego su questa nave, la voglio catturata e fucilata.
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