[BENVENUTI AL DICIASSETTESIMO POST-SPIEGONE DI QUESTO BLOG]

Ve l'avevo promesso, quindi eccoci qui a parlare di un tema estremamente natalizio: lo zombie.

Tra tutti i mostri, questi esseri lentissimi con la loro fame atavica sono assolutamente i miei preferiti e (finger crossed) potrebbero anche essere uno dei pochi prodotti del cinema horror che non cadranno alla pussyfication degli ultimi anni.
Addio, amici vampiri; addio, amici licantropi,
è stato molto bello, ma o la smettete di luccicare, di girare senza t-shirt e di essere dei fighi o noi non abbiamo più nulla da dirci.
Grazie a iddio non riesco proprio ad immaginare un film in cui gli zombie facciano aperitivo in centro prima di azzannare qualche cervello.
Insomma, ci spero, cazzo.
Previsione future a parte, spesso la gente non riesce né a condividere né capire il perché della mia passione.

Come già detto qui, il cinema è mosso dalla paura, è amplificatore delle fobie sociali e dei timori sociali o politico/economici. La famosa “paura rossa” ha preso forma nelle creature aliene proveniente da altri pianeti, soprattutto Marte (il pianeta rosso), rafforzando così la vena patriottica e la visione (super)eroistica degli Stati Uniti e dell'esercito.
Il sci-fi anni '50 e primi anni '60 viveva di minacce esterne ed era strumento di propaganda politica: gli Ultracorpi di Don Siegel, gli alieni della Guerra dei Mondi e via dicendo sono metafora del maccartismo, della Guerra Fredda, della spersonalizzazione tipica della società comunista (...), della disumanizzazione socialista.
La minaccia è esogena, è qualcosa di completamente diverso da noi, è Alien.

Qui arriva la genialità di Romero.
Tutti i film della saga romeriana sui non-morti sono apparsi in momenti di grande importanza storico/sociale per gli Stati Uniti (e non solo); tutti sono stati lo specchio deformato e grottesco di un America sull'orlo del collasso.
Nel 1968 (l’anno non è casuale), infatti, George Romero dà vita (ahahah)(scusate) a La Notte dei Morti Viventi, spostando per la prima volta la minaccia da esterna ad interna: ora il nemico è endogeno, il virus non viene dallo spazio, è estremamente terrestre, addirittura creato in laboratorio.
In altre parole, ora il nemico siamo noi: siamo in periodo Vietnam, viviamo la minaccia nucleare, nelle strade la polizia uccide gli studenti.
Romero ci presentò un'umanità spaventata e in fuga da un nemico che non riusciva a comprendere. Non è un caso che l'eroe della pellicola sia un nero, che alla fine del film viene ucciso dai soldati, essendo scambiato per uno zombi.
Zombi è datato 1978, esattamente dieci anni dopo: una feroce satira della nuova società dei consumi, in cui i pochi sopravvissuti all'assalto dei morti viventi, si riparano all'interno di un centro commerciale, dove cominciano una vera e propria seconda vita: all'interno del paradiso artificiale, il supermarket come non luogo per eccellenza, i protagonisti tentano di ignorare la minaccia esterna.
Il Giorno degli Zombi, 1985: ancora più politico, quasi più dialoghi che sangue. Gli esseri umani, per scampare ai non-morti, si siano rifugiati in bunker sotterranei, mentre il potere é stato preso da militari senza scrupoli. Gli zombi qui sono in grado di apprendere e diventano quasi più simpatici degli uomini. Ciao, America puritana di Reagan, ciao.

In realtà la 'magia' zomba non si ferma qui: lo zombie può simbolicamente rappresentare ogni paura inconscia moderna. Dall’immigrazione alla rivoluzione, dal terremoto all’olocausto nucleare, questi simpatici morti viventi sono l’evento inatteso impossibile da fronteggiare.
Azzerano le regole della società, le gerarchie, le autorità, le religioni e le ideologie, le infrastrutture materiali su cui si basano le nostre città e quelle immateriali su cui si basa la civiltà come la conosciamo. Ma proprio grazie a questa sua capacità di fare tabula rasa, lo zombie rappresenta anche la possibilità di un nuovo inizio, una nuova frontiera, una nuova società da ricostruire.

Non a caso, sono morti viventi: esattamente a metà tra quello che eravamo e quello che possiamo diventare se ci gettiamo alle spalle tutto ciò che c'è attualmente di marcio.


Nella prossima puntata, un breve compendio di film zombosi da non perdere.
(forse)

Tagged as

About the Author

Edna Von V
Se c'è qualcosa di più importante del mio ego su questa nave, la voglio catturata e fucilata.

Related Posts

0 commenti