(questa rece andrà in onda in forma ridotta e scritta di merda perché non ho tempo, giuro che non succederà mai più, scusate)
Ebbene sì, è di nuovo quel momento della settimana: quello in cui Giosnò non sa niente.
Stavolta dimostra la sua ignoranza dimenticandosi perfino di presentarsi sul set, ma in fondo ci siamo davvero stupiti?
Lo scorso episodio riusciva incredibilmente a portare avanti tutte le linee narrative, ma SIA MAI che gli sceneggiatori lavorino per più di 20 minuti all'anno, quindi stavolta non vediamo nessuno.
Non vediamo Sansa, non vediamo Arya, non vediamo Giosnò, non vediamo i White Walkers.
Non c'è un cazzo di nessuno, in pratica, e tutto questo perché siamo ad uno dei momenti clou della serie.
Pensavate che il peggio fosse passato con quel lieve attacco di morte di Joffrey?
E INVECE NO, AMISCI, E INVECE NO.
Vabbè, iniziamo?
Iniziamo.
Sigla
(TAAAA-TAAAAA TATATAAAA-TAAAA TATATAAAAAA...)
Partiamo subito con Stannis che ha la stessa presenza scenica di un altro Stanis: quello di Boris.
Praticamente ha due espressioni: con mascella e con molta mascella.
Lui e Sir Cipolla sono al cospetto degli impiegati della Banca del Ferro (perché se non ci metti gli ebrei da qualche parte, non va bene) i quali fanno gentilmente notare che possono anche volere tanto bene alle manie di grandezza di Stannis ma ne vogliono ancora di più ai loro soldi quindi senza garanzie non si va da nessuna parte.
Sir Cipolla dà sfoggio di grande pianificazione militare ed economica riuscendo a convincere i banchieri ed arruolando una flotta mercenaria, confermandosi più bidimensionale di una figurina:
Poi uno dice che GoT è fantasy perché ci sono i draghi...
Rapidamente dalla Banca del Ferro passiamo alle Isole di Ferro, dove Yara vuole andare a liberare Theon al grido di 'Ho sempre voluto una sorella'.
Theon mostra grande tempra morale, confermando di essere diventato effettivamente una fighetta inutile: mentre Yara spacca teste per salvarlo, lui - memore delle mutilazioni ancora fresche e sanguinanti - sceglie di rimanere fedele ai Bolton dove Ramsay, stanco di cucinare parti di Reek nelle peggiori cucine di Westeros, intravede l'opportunità di farsi valere e di togliersi, finalmente, il cognome Snow.
Yara se ne torna a casina incazzata nera perché ora non ha né un fratello da perculare, né una sorellina a cui pettinare le trecce.
Sempre in tema di morti, oltre il Mare Stretto la Bionda si prepara all'ultimo gesto che le vedremo fare fino a fine stagione: prendere un grande e grosso cuscino su cui adagiare mollemente il proprio culo.
Tutto quello che fa ora (e che farà per un bel pezzo) è solo ascoltare i poveretti che si trovano senza greggi (o peggio...) perché uno dei tre draghi aveva un leggero languore.
Unica novità: conosciamo Loraq.
Ricordatevelo perché non è solo uno INCREDIBILMENTE SAGGIO (aka non un fascista di merda come lei) che è andato a chiedere pietà per il cadavere del padre.
Daenerys, invece, continua ad essere solo un riempitivo, neanche tanto interessante.
Meh.
Finalmente si arriva al motivo per cui stiamo guardando la puntata: il processo di Tyrion.
Abbiamo visto (o quanto meno intuito) che non sarà esattamente un processo basato sulla verità: Cersei vuole solo impagliare Tyrion e spedirlo a Myrcella come bambolotto.
Quello che segue è solo un mirabile elenco di balle più o meno marcate, dove tutti si premurano di riferire le velate minacce che Tyrion ha fatto a Joffrey, dimenticandosi momentaneamente che nel frattempo l'adorabile biondino era impegnato a decapitare gli Stark come fossero mele (ahaha, ok, scusate), oppure a torturare giovani donzelle.
Cioè, quando era vivo era LAMMERDA, ora per tutti è Poverojoffrey.
È incredibile la marea di qualità che si guadagnano semplicemente morendo.
Io ora vorrei tanto fare un commento ironico sulla scena, ma sticazzi: qui Peter Dinklage è tipo Dio.
La sua interpretazione è in grado di tirare fuori allo stesso tempo il bambino vessato e il riottoso che albergano in noi, uno accanto all'altro.
Inizia prima con Tywin (chi non ce l'ha col proprio padre, suvvia)
Poi se la prende con Shae (lei fa una roba talmente infame che non la posto neanche, signoramia, sono ancora scossa) ed infine urla di rabbia contro tutti
chiudendo infine con il miglior cliffhanger che abbiamo visto dall'inizio della serie tv.
No, non della stagione: proprio della serie tv.
Robe che vi sfido a rimanere seduti dopo questa scena.
Go Tyrion: il tuo momento è vicino.
(Giuro che la prossima settimana mi faccio trovare più pronta, anche perché la puntata se lo merita.
Giuring giurella.)
Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su XCondividi su Facebook
Ebbene sì, è di nuovo quel momento della settimana: quello in cui Giosnò non sa niente.
Stavolta dimostra la sua ignoranza dimenticandosi perfino di presentarsi sul set, ma in fondo ci siamo davvero stupiti?
Lo scorso episodio riusciva incredibilmente a portare avanti tutte le linee narrative, ma SIA MAI che gli sceneggiatori lavorino per più di 20 minuti all'anno, quindi stavolta non vediamo nessuno.
Non vediamo Sansa, non vediamo Arya, non vediamo Giosnò, non vediamo i White Walkers.
Non c'è un cazzo di nessuno, in pratica, e tutto questo perché siamo ad uno dei momenti clou della serie.
Pensavate che il peggio fosse passato con quel lieve attacco di morte di Joffrey?
E INVECE NO, AMISCI, E INVECE NO.
Vabbè, iniziamo?
Iniziamo.
Sigla
(TAAAA-TAAAAA TATATAAAA-TAAAA TATATAAAAAA...)
Partiamo subito con Stannis che ha la stessa presenza scenica di un altro Stanis: quello di Boris.
Praticamente ha due espressioni: con mascella e con molta mascella.
Lui e Sir Cipolla sono al cospetto degli impiegati della Banca del Ferro (perché se non ci metti gli ebrei da qualche parte, non va bene) i quali fanno gentilmente notare che possono anche volere tanto bene alle manie di grandezza di Stannis ma ne vogliono ancora di più ai loro soldi quindi senza garanzie non si va da nessuna parte.
Sir Cipolla dà sfoggio di grande pianificazione militare ed economica riuscendo a convincere i banchieri ed arruolando una flotta mercenaria, confermandosi più bidimensionale di una figurina:
ignorante -> fa il pirata
impara a leggere -> abile stratega
Nel mezzo, tipo due libri ridicoli che la figlia-mostro di Stannis ha usato per insegnargli a leggere.Poi uno dice che GoT è fantasy perché ci sono i draghi...
Rapidamente dalla Banca del Ferro passiamo alle Isole di Ferro, dove Yara vuole andare a liberare Theon al grido di 'Ho sempre voluto una sorella'.
Theon mostra grande tempra morale, confermando di essere diventato effettivamente una fighetta inutile: mentre Yara spacca teste per salvarlo, lui - memore delle mutilazioni ancora fresche e sanguinanti - sceglie di rimanere fedele ai Bolton dove Ramsay, stanco di cucinare parti di Reek nelle peggiori cucine di Westeros, intravede l'opportunità di farsi valere e di togliersi, finalmente, il cognome Snow.
Yara se ne torna a casina incazzata nera perché ora non ha né un fratello da perculare, né una sorellina a cui pettinare le trecce.
Sempre in tema di morti, oltre il Mare Stretto la Bionda si prepara all'ultimo gesto che le vedremo fare fino a fine stagione: prendere un grande e grosso cuscino su cui adagiare mollemente il proprio culo.
Tutto quello che fa ora (e che farà per un bel pezzo) è solo ascoltare i poveretti che si trovano senza greggi (o peggio...) perché uno dei tre draghi aveva un leggero languore.
Unica novità: conosciamo Loraq.
Ricordatevelo perché non è solo uno INCREDIBILMENTE SAGGIO (aka non un fascista di merda come lei) che è andato a chiedere pietà per il cadavere del padre.
Daenerys, invece, continua ad essere solo un riempitivo, neanche tanto interessante.
Meh.
Finalmente si arriva al motivo per cui stiamo guardando la puntata: il processo di Tyrion.
Abbiamo visto (o quanto meno intuito) che non sarà esattamente un processo basato sulla verità: Cersei vuole solo impagliare Tyrion e spedirlo a Myrcella come bambolotto.
Quello che segue è solo un mirabile elenco di balle più o meno marcate, dove tutti si premurano di riferire le velate minacce che Tyrion ha fatto a Joffrey, dimenticandosi momentaneamente che nel frattempo l'adorabile biondino era impegnato a decapitare gli Stark come fossero mele (ahaha, ok, scusate), oppure a torturare giovani donzelle.
Cioè, quando era vivo era LAMMERDA, ora per tutti è Poverojoffrey.
È incredibile la marea di qualità che si guadagnano semplicemente morendo.
Io ora vorrei tanto fare un commento ironico sulla scena, ma sticazzi: qui Peter Dinklage è tipo Dio.
La sua interpretazione è in grado di tirare fuori allo stesso tempo il bambino vessato e il riottoso che albergano in noi, uno accanto all'altro.
Inizia prima con Tywin (chi non ce l'ha col proprio padre, suvvia)
Poi se la prende con Shae (lei fa una roba talmente infame che non la posto neanche, signoramia, sono ancora scossa) ed infine urla di rabbia contro tutti
chiudendo infine con il miglior cliffhanger che abbiamo visto dall'inizio della serie tv.
No, non della stagione: proprio della serie tv.
Robe che vi sfido a rimanere seduti dopo questa scena.
Go Tyrion: il tuo momento è vicino.
(Giuro che la prossima settimana mi faccio trovare più pronta, anche perché la puntata se lo merita.
Giuring giurella.)
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Edna Von V
Se c'è qualcosa di più importante del mio ego su questa nave, la voglio catturata e fucilata.
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