COS'È: 'nartro film su quanto è brutto e cattivo l'internetZ.
Mobbasta, dai.
A parte questa scelta di tema (che non approvo fino in fondo), il film è meno peggio di quello che sembra.
Un cast impressionante per un film che si snoda su binari già visti e sentiti: il web è il male e il solo modo per uscirne è USCIRNE, disconnettersi.
Il titolo, più che un suggerimento, pare in realtà un imperativo che non prova neanche per un secondo a nascondere la propria posizione.
Mi immagino quindi che per questo film non sia stato messo alcun trailer in rete, non si sia creato un sito e non esistano canali social.
Già.
...
Anche se non dovrebbe, la cosa che mi ha maggiormente infastidito del film (che ho trovato ben girato e per alcuni aspetti perfino ben scritto) è stata proprio questa: se scegli un punto di vista è anche (no, SOPRATTUTTO) perché senti di avere qualcosa da dire che deve assolutamente essere detta.
Qualcosa di importante, qualcosa che vada oltre il semplice intrattenimento perché questa non è una commedia leggera: è necessario che un film 'nutra' e non si limiti ad 'ingrassare' gli spettatori.
Disconnect non solo non fa questo, ma non si pone nemmeno il problema se il tema sia ancora di un qualche interesse nel 2012.
E spoiler: no, non lo è.
Non dopo quel filmone che è Hard Candy (ovviamente non uscito in Italia perché noi ne capiamo un casino).
Non in questo modo e non in questo mondo.
A parte il tema 'internet cacca', quanto meno il film si salva perché oltre ad avere un ritmo accettabile, dopo anni finalmente rivediamo una produzione americana dove i protagonisti non si fanno giustizia da soli.
Insomma: un colpo alla botte e uno al cerchio.
Non dico che si debba trovare la redenzione nella rete, ma puntare sempre e solo sui modi in cui il web influisce negativamente sulla nostra vita inizia a diventare davvero monotono e ridondante.
Non dico che i temi trattati non siano reali, attenzione: non nego che esistano il cyberbullismo, i furti informatici o i siti pedopornografici.
Però esistono anche gli incidenti d'auto e quelli sul lavoro, eppure non smettiamo di fare i film ambientanti nel mondo automotive o con protagonisti della classe proletaria dura e pura.
Insomma, vorrei solo un minimo di equità e coerenza: se internet è brutto, non promuovere il tuo film in rete.
Altrimenti, forse, vale la pena fare il ragionamento contrario: possiamo proteggere internet e la libertà che simboleggia senza sovvertire i principi stessi per i quali vale la pena proteggerlo?
Quando è stato discusso questo (eventuale) limite?
E se non è stato discusso, perché non l'abbiamo fatto? Perché non siamo in grado o perché abbiamo paura?
Quando siamo diventati così egoisti e spaventati da non volerci nemmeno porre il dubbio che la libertà sia più importante della sicurezza?
Niente, tutto qui, era un po' che volevo dirlo.
GUARDALO SE:
non hai visto Hard Candy
EVITA SE:
hai visto Hard Candy
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Mobbasta, dai.
A parte questa scelta di tema (che non approvo fino in fondo), il film è meno peggio di quello che sembra.
Un cast impressionante per un film che si snoda su binari già visti e sentiti: il web è il male e il solo modo per uscirne è USCIRNE, disconnettersi.
Il titolo, più che un suggerimento, pare in realtà un imperativo che non prova neanche per un secondo a nascondere la propria posizione.
Mi immagino quindi che per questo film non sia stato messo alcun trailer in rete, non si sia creato un sito e non esistano canali social.
Già.
...
Anche se non dovrebbe, la cosa che mi ha maggiormente infastidito del film (che ho trovato ben girato e per alcuni aspetti perfino ben scritto) è stata proprio questa: se scegli un punto di vista è anche (no, SOPRATTUTTO) perché senti di avere qualcosa da dire che deve assolutamente essere detta.
Qualcosa di importante, qualcosa che vada oltre il semplice intrattenimento perché questa non è una commedia leggera: è necessario che un film 'nutra' e non si limiti ad 'ingrassare' gli spettatori.
Disconnect non solo non fa questo, ma non si pone nemmeno il problema se il tema sia ancora di un qualche interesse nel 2012.
E spoiler: no, non lo è.
Non dopo quel filmone che è Hard Candy (ovviamente non uscito in Italia perché noi ne capiamo un casino).
Non in questo modo e non in questo mondo.
A parte il tema 'internet cacca', quanto meno il film si salva perché oltre ad avere un ritmo accettabile, dopo anni finalmente rivediamo una produzione americana dove i protagonisti non si fanno giustizia da soli.
Insomma: un colpo alla botte e uno al cerchio.
Non dico che si debba trovare la redenzione nella rete, ma puntare sempre e solo sui modi in cui il web influisce negativamente sulla nostra vita inizia a diventare davvero monotono e ridondante.
Non dico che i temi trattati non siano reali, attenzione: non nego che esistano il cyberbullismo, i furti informatici o i siti pedopornografici.
Però esistono anche gli incidenti d'auto e quelli sul lavoro, eppure non smettiamo di fare i film ambientanti nel mondo automotive o con protagonisti della classe proletaria dura e pura.
Insomma, vorrei solo un minimo di equità e coerenza: se internet è brutto, non promuovere il tuo film in rete.
Altrimenti, forse, vale la pena fare il ragionamento contrario: possiamo proteggere internet e la libertà che simboleggia senza sovvertire i principi stessi per i quali vale la pena proteggerlo?
Quando è stato discusso questo (eventuale) limite?
E se non è stato discusso, perché non l'abbiamo fatto? Perché non siamo in grado o perché abbiamo paura?
Quando siamo diventati così egoisti e spaventati da non volerci nemmeno porre il dubbio che la libertà sia più importante della sicurezza?
Niente, tutto qui, era un po' che volevo dirlo.
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Edna Von V
Se c'è qualcosa di più importante del mio ego su questa nave, la voglio catturata e fucilata.
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