COS'È: l'ennesimo film di Tarantino. L'ottavo, dice. Peccato che faccia lo stesso film ormai da più di 10 anni, quindi 'sta numerazione è un po' fuffa.
Chi mi conosce lo sache non son più carabiniere: non sono una grande fan di Tarantino.
Non in toto, quanto meno.
Il problema di criticarlo, però, è lampante: lo puoi fare solo se hai il motore già acceso e il piede sull'acceleratore.
Come con Nolan.
Quindi sì, mi approcciavo al film con lo stesso entusiasmo di quando devo pulire i vetri.
Tre ore di pulizia vetri.
Titoli di testa: L'OTTAVO FILM DI TARANTINO.
C'è scritto sul serio.
E già qui lo prenderei a sprangate sui denti, ma sono andata a vedere il film spinta dall'amore e dal fatto che ora posso usare quelle tre ore come ricatto perpetuo (come fanno un po' tutte le donne), quindi resisto.
Prima metà del film: provo a empatizzare coi personaggi, sorvolando sullo spiegone spiattellato in bella mostra (una carrozza trainata da un cavallo nerissimo e uno bianchissimo? No, ma mettilo nel trailer la prossima volta).
Samuel L. Jackson è il protagonista. Ecco, fatemi dire questo: io amo Samuel L. Jackson. Mi piace un botto e dio santo, mai una volta che sia il protagonista di una pellicola di 'sto cialtrone (ma vale anche per la Marvel).
Stavolta tocca a lui, sono contenta, vediamo cosa tira fuori quello che vorrebbe che l'Oscar alla sceneggiatura portasse il suo nome.
Passano i minuti e nonostante il tentativo non empatizzo né con lui né col personaggio di Kurt Russell. Anzi, va sempre peggio.
Tra tante parole (sullo schermo) e tanto dolore (mio, in sala), arrivo alla fine del primo tempo.
Mi volto verso colui che mi ha trascinato al cinema e vedo che sta dormendo.
Bestemmio tra i denti ma realizzo che per far valere il mio credito devo arrivare in fondo.
Riprende il film e - dio mi aiuti - PARTE UNA VOCE NARRANTE.
Dai, non è vero. Non ha usato l'unica tecnica cinematografica che nega con forza il mezzo cinematografico. E non l'ha usata a metà di un film di tre ore.
Non è vero, qualcuno mi dica che non è vero che è stata preferita la voce narrante ad una semplice riscrittura della sceneggiatura (far morire prima O.B. e poi Ruth) seguita da un edit nel montaggio.
Ma mica è finita qui: se possibile, poi, il film prosegue in maniera anche peggiore.
I personaggi, dopo aver tanto parlato nel primo tempo senza aver detto niente (come han fatto a finire insieme un messicano, un inglese e sticazzi vari? È solo perché Tarantino voleva sentire 8 accenti diversi parlare contemporaneamente o ci vogliamo mettere una cazzo di storia? Perché nel primo caso vai in Erasmus, Quentin, e lasciaci in pace) iniziano a farsi fuori.
Pare che il grande colpo di scena sia questo.
...
Ora, di che cazzo stiamo parlando?
Non basta dire 'odiosi' nel titolo per convincerci che si stia parlando davvero di gente pessima.
Warren sarebbe cattivo perché all'interno di una delle più sanguinarie guerre americane (quella civile, appunto) ha fatto delle vittime? Bah, ho visto di peggio.
E perché dovrei stupirmi della svolta sanguinaria quando i personaggi nell'emporio di Minnie sono ex soldati, cacciatori di taglie o gente a caso che gira armata?
E perché dovrei dispiacermi della morte di qualcuno quando l'unico con cui abbiamo instaurato un minimo di rapporto è stato il primo ad esser fatto fuori?
Ma lo vedi che sei cretino, Quentin?
Hai preso il whodunit convinto di poterlo gestire (sicuro di voler fare teatro?) e l'hai reso un'accozzaglia di momenti inutili e fini a se stessi.
Poi sì, fotografia da paura, OST della madonna, ma non basta.
Tarantino gioca a fare l'Agatha Christie di Dieci piccoli indiani, fallendo miseramente, e tutto perché dopo Inglourious Basterds è andato online e ha visto che tutti parlavano bene della scena della cantina, quindi ha pensato di farci un film.
Carpenter, perdonalo perché non sa quello fa.
E comunque le auto-citazioni hanno rotto il cazzo (scusate, dovevo dirlo).
GUARDALO SE:
hai tre ore di tempo da buttare
EVITA SE:
già ti avevano fatto schifo Inglourious Basterds e Django Unchained
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Chi mi conosce lo sa
Non in toto, quanto meno.
Il problema di criticarlo, però, è lampante: lo puoi fare solo se hai il motore già acceso e il piede sull'acceleratore.
Come con Nolan.
Quindi sì, mi approcciavo al film con lo stesso entusiasmo di quando devo pulire i vetri.
Tre ore di pulizia vetri.
Titoli di testa: L'OTTAVO FILM DI TARANTINO.
C'è scritto sul serio.
E già qui lo prenderei a sprangate sui denti, ma sono andata a vedere il film spinta dall'amore e dal fatto che ora posso usare quelle tre ore come ricatto perpetuo (come fanno un po' tutte le donne), quindi resisto.
Prima metà del film: provo a empatizzare coi personaggi, sorvolando sullo spiegone spiattellato in bella mostra (una carrozza trainata da un cavallo nerissimo e uno bianchissimo? No, ma mettilo nel trailer la prossima volta).
Samuel L. Jackson è il protagonista. Ecco, fatemi dire questo: io amo Samuel L. Jackson. Mi piace un botto e dio santo, mai una volta che sia il protagonista di una pellicola di 'sto cialtrone (ma vale anche per la Marvel).
Stavolta tocca a lui, sono contenta, vediamo cosa tira fuori quello che vorrebbe che l'Oscar alla sceneggiatura portasse il suo nome.
Passano i minuti e nonostante il tentativo non empatizzo né con lui né col personaggio di Kurt Russell. Anzi, va sempre peggio.
Tra tante parole (sullo schermo) e tanto dolore (mio, in sala), arrivo alla fine del primo tempo.
Mi volto verso colui che mi ha trascinato al cinema e vedo che sta dormendo.
Bestemmio tra i denti ma realizzo che per far valere il mio credito devo arrivare in fondo.
Riprende il film e - dio mi aiuti - PARTE UNA VOCE NARRANTE.
Dai, non è vero. Non ha usato l'unica tecnica cinematografica che nega con forza il mezzo cinematografico. E non l'ha usata a metà di un film di tre ore.
Non è vero, qualcuno mi dica che non è vero che è stata preferita la voce narrante ad una semplice riscrittura della sceneggiatura (far morire prima O.B. e poi Ruth) seguita da un edit nel montaggio.
Ma mica è finita qui: se possibile, poi, il film prosegue in maniera anche peggiore.
I personaggi, dopo aver tanto parlato nel primo tempo senza aver detto niente (come han fatto a finire insieme un messicano, un inglese e sticazzi vari? È solo perché Tarantino voleva sentire 8 accenti diversi parlare contemporaneamente o ci vogliamo mettere una cazzo di storia? Perché nel primo caso vai in Erasmus, Quentin, e lasciaci in pace) iniziano a farsi fuori.
Pare che il grande colpo di scena sia questo.
...
Ora, di che cazzo stiamo parlando?
Non basta dire 'odiosi' nel titolo per convincerci che si stia parlando davvero di gente pessima.
Warren sarebbe cattivo perché all'interno di una delle più sanguinarie guerre americane (quella civile, appunto) ha fatto delle vittime? Bah, ho visto di peggio.
E perché dovrei stupirmi della svolta sanguinaria quando i personaggi nell'emporio di Minnie sono ex soldati, cacciatori di taglie o gente a caso che gira armata?
E perché dovrei dispiacermi della morte di qualcuno quando l'unico con cui abbiamo instaurato un minimo di rapporto è stato il primo ad esser fatto fuori?
Ma lo vedi che sei cretino, Quentin?
Hai preso il whodunit convinto di poterlo gestire (sicuro di voler fare teatro?) e l'hai reso un'accozzaglia di momenti inutili e fini a se stessi.

Tarantino gioca a fare l'Agatha Christie di Dieci piccoli indiani, fallendo miseramente, e tutto perché dopo Inglourious Basterds è andato online e ha visto che tutti parlavano bene della scena della cantina, quindi ha pensato di farci un film.
Carpenter, perdonalo perché non sa quello fa.
E comunque le auto-citazioni hanno rotto il cazzo (scusate, dovevo dirlo).
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Edna Von V
Se c'è qualcosa di più importante del mio ego su questa nave, la voglio catturata e fucilata.
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