Cinquanta Sfumature di Grigio (Sam Taylor-Wood, 2015)

COS'È: sì, l'ho visto, ok?

E non ho parole per spiegare quanto io abbia riso durante la proiezione.
Mi consola il fatto che non ero l'unica: l'umanità ha ancora una speranza.
Ma andiamo con ordine in questa pseudo recensione ricca di spoiler:
Birdman o (l'imprevedibile virtù dell'ignoranza) (Alejandro González Iñárritu, 2014)

Alejandro, che cazzo ci facciamo qui, adesso? Ma cosa hai combinato?
Senti, lascia perdere un attimo tutta quella gente lì fuori e ascolta me.
Io ti capisco.
Sono l'unica che ti capisce. Sono l'unica che sa come stai.
E non ti devi punire: avremmo fatto tutti la stessa identica cosa.
Sul serio, dillo anche a Keaton, anzi chiamalo qui un attimo, così ci chiariamo tutti insieme.
The Slap (NBC, pilot)

COS'È: così tanti buoni propositi, così poca chiarezza.

The Slap ha un obiettivo ambizioso: fare chiarezza in questo mondo così caotico.
Perché puoi essere contro la violenza fino al midollo, ma un bambino che fa *quel* casino supportato dalla totale indifferenza dei genitori fa venire il prurito alla mani.

Ma facciamo un passo indietro, che magari non tutti voi avete visto la versione australiana.
The Slap è ambientato durante il quarantesimo compleanno di Hector, un uomo che tanti parenti quanti problemi.
Durante la festa, conosciamo questo microcosmo che rappresenta bene (ma molto superficialmente) la famiglia che abbiamo tutti noi: il quarantenne in piena crisi di mezz'età che se la fa con la babysitter minorenne, la suocera invadente che fa impazzire la nuora, la coppia di amici hippy/artistoidi, quella di arricchiti e quella famosa.
Whiplash (Damien Chazelle, 2014)

COS'È: il film che, se non sei una persona bidimensionale, ti fa fare i conti con te stesso.


RECENSIONE OGGETTIVA

Whiplash è una storia sulla ricerca dell'eccellenza.
Detto così fa venire in mente Karate Kid, Ufficiale E Gentiluomo oppure Il Sapore Della Vittoria: un uomo si trasforma nella miglior versione di se stesso grazie all'aiuto di un mentore burbero ma ispiratore.
Bene, amici: COL CAZZO.
Cioè, prendete il cuore di quello che vi ho detto ed epuratelo dai luoghi comuni.
Quello che resta è, appunto, una frustata in faccia.
Quello che resta è Whiplash.
Better Call Saul (AMC, pilot)

COS'È: andate a fare i compiti.

Facciamola breve 'che forse questa è la recensione più inutile che si sia mai vista: Better Call Saul è già un classico.
Se non vi è piaciuto Breaking Bad, non vi piacerà neanche questo; se avete amato la vita di Heisenberg, questo spinoff è droga.
E sì, è necessario aver visto BB per capire bene BCC.
Ok?
Siete tutti soddisfatti?
Posso continuare il mio sproloquio da sola, conscia del fatto che sono troppo emozionata per rileggere quello che scrivo, visto che sto per godermi la TERZA visione del pilot, e che quindi ci saranno refusi e frasi senza conclusione?
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I migliori film sul football americano

Perché sto facendo questo post quest'anno?
Perché gli altri anni ero impegnata a tifare [insert a bestemmia here]

Perché sul calcio non fanno film fighi?
Perché il calcio è uno sport di merda che deve estinguersi come hanno fatto i dodo (ok, dai, salviamo giusto Mean Machine che infatti è un remake UK di un film sul football)

Perché questi film e non Invictus?
Perché il blog è mio e Invictus è uno dei punti più bassi della carriera di Clint Eastwood.

Perché manca il mio film preferito?
Perché ho poco tempo e devo iniziare a gufare i Seahawks che si è fatta una certa.
Scusate.

Exodus: Dei e Re (Ridley Scott, 2014)

COS'È: no.

Due uomini potenti - fratelli di diverse madri e grandi amici sin dall'infanzia - si ritrovano uno contro l'altro quando il padre ne elegge uno come suo preferito.
Scontri, tradimenti e un eccidio di massa sono i risultati di quello che accade quando questi due ex migliori amici diventano acerrimi nemici quasi all'improvviso.
È la recensione di Thor, in estremo ritardo?
No, sto parlando dell'adattamento di un altro prodotto di fantasia: la Bibbia e l'ultimo film di Ridley Scott.
Nell'eterna sfida tra Marvel e DC, Exodus ci ricorda che adattare qualcosa è un rischio che spesso sfocia nel LOL.
Perché questa scelta visto che dalle sale è appena sparito Noah?
Forse pensavano di fare un bel lavoro con tutte quelle rane, locuste, coccodrilli e agnelli sgozzati (uno pensa che Dio nella sua onniscienza sappia distinguere il suo popolo dagli infedeli e invece ha bisogno di costate grondanti sangue appese sulla porta di casa).
Invece la vera piaga è stata un'altra: la CGI più insignificante degli ultimi cinque anni.
Still Alice (Richard Glatzer e Wash Westmoreland, 2014)

COS'È: un film leggero su una malattia spaventosa.

Un film che sceglie di trattare l'argomento della malattia è coraggioso a prescindere perché ci sono pochissimi modi per farlo correttamente: il rischio di essere troppo superficiali o di scadere nella morbosità è altissimo e lascia veramente poco spazio d'azione.
L'Alzheimer era già stato trattato in maniera immensa ed impressionante da Haneke in Amour, quindi perché parlarne ancora?
Sì, si poteva evitare, se non fosse per la straordinaria interpretazione di Julianne Moore, giustamente in corsa per gli Oscar (e ammettiamolo: l'unica che possa impensierire la protagonista di Gone Girl).
Big Eyes (Tim Burton, 2014)

COS'È: Tim Burton che vuole fare Wes Anderson.

Allora, io ve lo dico: Tim Burton legge il mio blog.
Mi sembra evidente: dopo essere entrato di diritto nel mio prestigiosissimo vademecum dei registi che #AncheNo, ha deciso di darsi una mossa.
Si è scrollato di dosso tutta l'aura emo-dark mollando la moglie, smettendo di fare sempre lo stesso film (Tim Burton è la versione cinematografica degli AC/DC) e votandosi anima e corpo al copiare uno dei pochissimi registi statunitensi che riescono a girare all'europea.
Il risultato è un film noiosetto che avrebbe potuto fare qualunque studente dello IED.
No, ma bella prova, bravo.
The Imitation Game (Morten Tyldum, 2014)

COS'È: il film a metà tra A Beautiful Mind e Tinker Tailor Soldier Spy, che vorrebbe rendere onore ad un vero eroe di guerra (non come quell'altro) e invece fallisce abbastanza vistosamente.

Fare un biopic emozionante su un matematico è quasi un ossimoro, ma se c'è una vita che vale la pena di essere raccontata, questa è quella di Turing, pazzesca e drammatica, con ripercussioni future inaspettate.
La vita di Turing è la storia di uno dei più disgustosi tradimenti personali del XX secolo, di una persecuzione abominevole ma anche della decodifica di un codice che ha salvato le sorti dell'umanità*.
Academy Awards 2015 - Le nomination

Dopo ben tre post dedicati, finalmente sono uscite le nomination agli Academy Awards 2015.


Le vediamo in velocità e le commentiamo?
Come il solito in verde il mio voto, in blu chi credo vincerà (conoscendo Hollywood); in rosso quando io e Hollywood potremmo essere d'accordo:
Pronti via:
American Sniper (Clint Eastwood, 2015)

COS'È: una fotografia chirurgica e fanatica della guerra.

Lo so che la locandina che ho utilizzato non è quella italiana, ma questa è decisamente più esplicativa.
American Sniper esce in un momento che più perfetto non si può, con la strage di Charlie Hebdo ancora in testa: metà dell'audience lo troverà il film dell'anno, l'altra metà uscirà schifata dalla sala.
Io rientro nella seconda tipologia di persona.
E sia chiaro che la regia di Eastwood mi piace: meno la sceneggiatura.