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The Incredibles - 10 anni di... Edna!

Dieci anni fa The Incredibles arrivava al cinema e, com'è facile intuire dal mio avatar e dal mio nickname, me ne sono innamorata all'istante.
Edna è il mio personaggio preferito: mi spiace che nessuno lo noti mai, ma Gli Incredibili esistono grazie a lei.
I Parr non si sono mai definiti una famiglia di supereroi (nonostante il sottotitolo italiano): è Edna che confeziona a tutti una divisa che li rende un gruppo, un insieme, un'unità, sempre attenta sia alla moda che alla praticità.
Perché "Luck favors the prepared" ed è un principio in cui io credo moltissimo e che mi fa tenere duro in ogni momento.

Ma perché vi dico tutto questo?
Per riempire un buco.

So che sto postando poco e male, ma ho un sacco di lavoro e mille cose in arretrato da recensire (tra Dr Who e i vari film non so proprio come fare).
Giuro però che in settimana ricomincio a scrivere.
Per ora, meglio questo post di niente, no?

(fate sì con la testa).



(no, sul serio: FATE Sì CON LA TESTA!)


I Cavalieri dello Zodiaco – La Leggenda del Grande Tempio (Sato Keiichi, 2014)

COS'È: il modo per far piacere Saint Seiya ai vostri fratellini piccoli (o ai vostri figli, visto che la mia bacheca FB mi informa che tutte le mie amiche stanno sgravando e, anche se la notizia non è apparsa su alcun giornale, sono quasi certa che dietro a tutto questo ci sia mia madre. Tipo che non mi ha dato da paghetta da piccola per arrivare a questo punto, comprarsi FB e stressarmi a distanza) (ne sarebbe capace).

O quanto meno ci prova: diciamo che le basi per far capire anche a chi non è nato nei MERAVIGLIOSI anni '80 cosa si è perso, ci sono.
Atena, i cavalieri di bronzo, i cavalieri d'oro, le costellazioni.
Occhei, fino a qui ci siamo.
Il problema nasce dopo, ma andiamo con ordine.
Capitan Harlock (Shinji Aramaki, 2013)

COS'È: il film sul personaggio dei cartoni animati/manga esteticamente più fico che sia mai stato creato. Per contrappasso, il film fa cagare.

Io non ho nulla in contrario al fatto che per creare una propria opera si rubi dalle altre: Kubrick si ispira palesemente a Kieślowski e a Kurosawa, ma ci mette molto del proprio; il risultato, beh, lo conosciamo tutti.
Harlock Space Pirate poteva essere un capolavoro e invece è una sequela imbarazzante di momenti lentissimi e di semicitazioni (non so quanto volontarie) di un sacco di opere, in primis Wall-E.
Fondamentalmente prendete Wall-E e sostituite il colore bianco col colore nero. Basta.
Sul serio. Ok, dai, ci sono una manciata di umani in più e una storia di cyber-amore in meno, ma il concetto resta uguale.
Frozen - una nuova recensione perché mi fate incazzare da morire

Ok.
L'ho visto in italiano.
L'ho rivisto in inglese.
Son qui che scalpito perché voglio rivederlo in italiano E in inglese in 3D.
Nel frattempo ho scritto due parole qui.
Giusto due, mi son detta, che non voglio spoilerare niente a nessuno, tanto quando lo vedono capiscono subito la bellezza del film che scorre davanti ai loro oggi.
...
E invece UN CAZZO.
Ho compiuto l'errore di leggere varie recensioni e ora sono incazzata da morire.
Non so neanche perché perdo tempo: certa gente non saprebbe distinguere un elefante da un elefante marino e si mette a parlare di film.
Vi odio, santiddio, vi odio dal profondo del cuore.
Voi siete la progenie di quelli che, alla proiezione dei Fratelli Lumière, sono scappati dalla sala e il giorno son andati in giro a dire tutti che quella era un'arte senza futuro. Vi ho riconosciuti.
Frozen (Jennifer Lee e Chris Buck, 2013)

COS'È: il 53simo film del canone classico Disney, ispirato a La Regina Delle Nevi di Hans Christian Andersen.
E aggiungerei: ispirato davvero bene.

In un anno in cui - a parte Miyazaki - le animazioni sono state davvero pessime, Frozen è (facili battute a parte) una boccata d'aria fresca.
Certo, la scritta lì in alto 'dai creatori di Rapunzel e Ralph Spaccatutto' è un pochino fuorviante: la leggerezza c'è, la morale 'alternativa' passata tramite temi classici anche, la perfezione della CGI ormai è indiscutibile, solo che... il risultato è diverso.
I personaggi sono un pochino più 'grezzi' e ho la netta sensazione che non servisse allungare il film: bastava rimodellare alcune battute, renderle meno 'standard' e più tagliate sul carattere dei personaggi che, purtroppo, qui parlano tutti in maniera molto simile (non ci sono guizzi verbali, peculiarità nella dizione...).

[PARENTESI DOPO LA VISIONE IN LINGUA ORIGINALE: ecco, in inglese c'è tutto, quindi niente, è perfetto]

Da dove viene allora l'adattamento magnifico di cui parlavo all'inizio?
The Wind Rises (Hayao Miyazaki, 2013)

COS'È: il capolavoro finale di uno che nella sua vita ha prodotto solo capolavori.

Parlare in maniera imparziale di Miyazaki non mi è facile, anche se sono dell'idea che siano molto più faziosi quelli che - per motivi a me ancora sconosciuti - parlano male dei lavori dello Studio Ghibli.
Giuro che mi ci sono messa d'impegno, ho provato a seguire i loro ragionamenti, ho letto le recensioni, mi sono riguardata i film nella loro ottica, ma niente: secondo me dicono cazzate.
Tutti i film di SuaMaestà sono ineccepibili e quando magari sembrano un po' meno 'magici' restano comunque dei lavori quasi privi di difetti.
Miyazaki ha scoperto come si fa a non essere didascalici: si bypassano le parole e si parla al cuore, tramite le esperienze comuni che tutti abbiamo vissuto e che abbiamo anche 'dimenticato' una volta cresciuti.
Ma sono cose che in realtà non si scordano mai - esattamente come non ci si scorda come si va in bicicletta, grande tema del maestro, non a caso - infatti basta una piccola spintarella ed eccoci lì, a capire esattamente come si sentono Sophie, Chihiro, San, Satsuki, Mei, Kiki... e Jirō.
Tron Uprising (pilot, Disney XD)

COS'È: una roba che se non l'avessi vista non ci crederei.
Un capolavoro andato in onda su un canale PER BAMBINI.
Non me ne capacito, cazzo.

(non mi credevate quando dicevo che guardavo TUTTO, eh?)

Io so che là fuori è pieno di gente che odia - a ragione - la Disney, ma dai: lo fate perché siete un branco di hipster e in quanto hipster non capite un cazzo.
Sillogismo secco, mi spiace.
Tron Uprising è una serie tv animata che fa della coerenza e della qualità le proprie armi segrete.
Un gioiellino che si piazza tra il film originale dell'82 e Tron: Legacy.
Un capolavoro diretto da Lisberger.
Sì, quel-Lisberger-lì.
E Beck-Tron è doppiato da Bruce Boxleitner.
Sì, quel-Boxleitner-lì, il Tron originale.
Presente, quindi, Tron: Legacy? Ecco: DIMENTICATEVELO.
ADESSO.

Ralph Spaccatutto (Rich Moore, 2012)

COS'È: il 52simo film Disney che pare aver acquisito il lato buono della Pixar. Finalmente.

Ralph Spaccatutto è un film fatto di citazioni su molteplici livelli: ci sono le chiare citazioni in merito ai videogiochi (e vi invito a trovarle tutte) e poi ci sono omaggi ad altri film, come Toy Story e Tron.
La storia non spicca per originalità, ma ormai lo sappiamo: non si giudica un film dalla trama in senso stretto.
Ralph sceglie un mondo ben preciso - esattamente come aveva fatto Toy Story - e sceglie di sottoporre i protagonisti a delle sfide che devono superare mantenendo coerenza e linearità con l'ambientazione che invece presupporrebbe una strettissima correlazione causa-effetto, caratteristica dei videogames.
E il film, questo, lo fa alla perfezione, divertendo i più piccoli con gare al cardiopalma e momenti sparatutto e i più grandi - soprattutto quelli tra i 20 e i 35 anni - riportando sul grande schermo i videogiochi che tanto hanno amato da giovani (sì, mi sto dando della vecchia).
Le 5 Leggende (Peter Ramsey, 2012)

COS'È: l'animazione DreamWorks di questo Natale che doveva essere la superfavorita agli Oscar, poi il film uscito e non è che son stati tutti convintissimi. Senza motivo, per altro, perché è un film ben riuscito.

Se fino a qualche annetto fa sulla DreamWorks non c'era molto da dire, ora è ben più difficile: se da un lato non possiamo dimenticare dei lavori deprecabili come Shrek, Kung Fu Panda e Madagascar, dall'altro vanno citati gli ottimi Dragon Trainer, Puss In Boots e tutte le cose in co-produzione con la Aardman.
Detto questo dove si colloca Rise Of The Guardians?
Direi a metà, ma per molti aspetti più vicino a lavori positivi che a quelli pessimi.
In primissimo luogo per i VFX: animazioni ben realizzate sia che si tratti dei character principali, sia per quanto riguarda gli ambienti.
Che il mondo dell'irreale si presti particolarmente ad un utilizzo creativo degli effetti speciali non è una grande novità, ma sotto questo punto di vista DreamWorks sta reggendo ottimamente il passo di Pixar, frase che fino a qualche anno fa mai avrei pensato di dire nel pieno delle mie facoltà mentali.
La Collina Dei Papaveri (Goro Miyazaki, 2011)

COS'È: il secondo film di Goro Miyazaki, che immagino abbia subito le peggiori torture giapponesi da tutto lo Studio Ghibli dopo I Racconti di Terramare. Torture che però hanno funzionato. Fino ad un certo punto.

Da queste parti, lo Studio Ghibli e L'Imperatore Miyazaki godono di tanto incondizionato amore quanto Goro detto BracciaStrappateAllAgricoltura è oggetto di odio profondo, dopo il precedente tentativo di seguire le orme del padre.
Per cui no, la visione di La Collina Dei Papaveri non beneficiava di approccio neutrale.
Va detto che i passi avanti sono notevoli ma, nonostante questi, abbiamo la conferma che il talento non è assolutamente un tratto che si trasmette per via ereditaria.
Anzi.
(Ciao Sofia Coppola, se sei all'ascolto, parlo anche con te).
Ribelle - The Brave (Mark Andrews e Brenda Chapman, 2012)

COS'È: il tredicesimo film della Pixar Animation Studios e no, non ho intenzione di spiegarvi chi è la Pixar Animation Studios.
Partiamo male, se non sapete chi è.

Brave paga da subito uno scotto rilevante: quello delle aspettative per essersi presentatato sul grande schermo dopo un film minore (dal punto di vista artistico, ma gigante da quello del marketing e del merchandise) come Cars 2.
Non è un dettaglio, anche se nessuno ne ha parlato: i film d'animazione hanno una preparazione lunga anni e non sono legati ad una stagionalità precisa (normalmente i film US ambientati d'estate escono d'estate, quelli ambientati d'inverno escono d'inverno), di conseguenza anche il loro lancio è frutto di un'attenta pianificazione relativa agli altri film della stessa casa e delle case concorrenti.
Cars 2 era un film totalmente all'interno delle scelte di marketing disneyane per due aspetti: è un sequel ed è una roba che c'ha stampato sulla locandina a caratteri cubitali "MACCHINA PER VENDERE MACCHINE".