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Alla Ricerca Di Dory (Andrew Stanton, 2016)

Facciamo che ve lo dico subito:
sì, andate a vederlo
no, non è bello come Nemo ma è comunque bellissimo
sì, probabilmente ci sarà un sequel
no, per me non è un problema che la Pixar faccia i sequel. Li fa da sempre, Toy Story 2 è stato il loro TERZO film, quindi facciano pure il cazzo che vogliono purché sfornino belle pellicole (e poi Gli Incredibili 2 sarà sicuramente una bomba, quindi...).

Perché questo post allora?
Intanto per questo è il mio blog e quindi scrivo quando mi pare, ma soprattutto perché nonostante tutto quello che ho letto ho l'impressione che sia un attimo sfuggito un punto notevole.

Inside Out (Pete Docter, 2015)

COS'È: l'ultimo capolavoro Pixar. Bentornati, ragazzi.

Non ero convinta: Inside Out sembrava tanto Ma che ti passa per la testa?, quella sitcom anni '90 talmente bella che è stata cancellata dopo 3 stagioni (un record, per l'epoca!).
Poi è uscito il primo trailer e ho alzato un mezzo sopracciglio, esattamente come avrebbe fatto Disgusto (nettamente il mio personaggio preferito, voglio uno spinoff su Disgusto e la moda, Disgusto è la nuova Edna), pensando che umpfh, sì, dai, divertente, ma sarà sicuramente l'unica scena carina del film.
Poi hanno iniziato ad arrivarmi recensioni da amici che vivono all'estero e non dicevano 'simpatico, ci siamo divertiti'.
No: dicevano 'Figata raga, film dell'anno, bomba assoluta'.
Allora vaffanculo, passatemelo che me lo vedo anche io (nei paesi civilizzati è già uscito, da noi esce il 16 settembre, siamo il fottuto terzo mondo).
E quindi l'ho visto.
E ho pianto sei volte.
S E I.
E ora voglio finire questa recensione per ricominciarlo e piangere altre sei volte.
Questo è quanto è bello Inside Out.
Spiega - Disney e Pixar: i corti

[BENVENUTI AL TERZO POST-SPIEGONE DI QUESTO BLOG]

Che poi, non è proprio una spiega, è più un tutorial per non fraintendere quello che vedrete sullo schermo tra un po'. E con "tra un po" intendo "quando andrete a vedere Wreck-It Ralph, nel giorno d'uscita".

Se tra di voi c'è qualcuno che ha seguito con una certa frequenza le uscite della Disney Animation, avrà notato che da un po' fanno una cosa che abbiamo già visto nei lunghi Pixar, ovvero far precedere il film da un breve cortometraggio.
Chi ha visto La Bella E La Bestia 3D la scorsa estate si è, per esempio, goduto Tangled Ever After (in italiano era Rapunzel - Le Incredibili Nozze, credo), un dolcissimo cortometraggio pensato inizialmente per essere una sorta di sequel (i sequel ormai non si negano a nessuno) da mandare su Disney Channel e riuscito, poi, talmente bene da guadagnarsi un posto sul grande schermo.
E fin qua, tutto ok, non credo che la cosa abbia scandalizzato nessuno, principalmente perché vi conosco e so che NON siete andati a vedere La Bella E La Bestia 3D.
Ma Ralph.... Oh, Ralph sarà ben diverso.
Ribelle - The Brave (Mark Andrews e Brenda Chapman, 2012)

COS'È: il tredicesimo film della Pixar Animation Studios e no, non ho intenzione di spiegarvi chi è la Pixar Animation Studios.
Partiamo male, se non sapete chi è.

Brave paga da subito uno scotto rilevante: quello delle aspettative per essersi presentatato sul grande schermo dopo un film minore (dal punto di vista artistico, ma gigante da quello del marketing e del merchandise) come Cars 2.
Non è un dettaglio, anche se nessuno ne ha parlato: i film d'animazione hanno una preparazione lunga anni e non sono legati ad una stagionalità precisa (normalmente i film US ambientati d'estate escono d'estate, quelli ambientati d'inverno escono d'inverno), di conseguenza anche il loro lancio è frutto di un'attenta pianificazione relativa agli altri film della stessa casa e delle case concorrenti.
Cars 2 era un film totalmente all'interno delle scelte di marketing disneyane per due aspetti: è un sequel ed è una roba che c'ha stampato sulla locandina a caratteri cubitali "MACCHINA PER VENDERE MACCHINE".