Academy 2016 - vincitori e vinti

Potremmo lamentarci del fatto che Mad Max meritasse molto di più, ma la verità è che è inutile far vincere un film sulla pedofilia solo per pulirsi le coscienze.
Comunque Ennio ha vinto e - soprattutto - LEO HA VINTO, accentando il premio con un discorso che è un ricicciamento di tutti i discorsi che avrebbe dovuto fare ma non ne ha avuto l'occasione.
Ad un tratto pensavo avrebbe ringraziato anche la sua prof di latino e mia madre, ma figuriamoci se posso parlare: al suo posto sarei salita sul palco e mi sarei strappata il vestito per far vedere la tshirt che avevo sotto, con la scritta
#SOOOCATETUTTI

Ma Leo è un signore vero e queste cose non le fa.
Peccato.
Il lato positivo è che ora gli inutili (= coloro che parlano a caso di cinema e lo fanno solo a gennaio e febbraio) torneranno a marcire nel silenzio del web e affossarli con un paio di strategici colpi di rotella del mouse sarà facilissimo.

Lo Chiamavano Jeeg Robot (Gabriele Mainetti, 2015)

COS'È: il miglior film italiano degli ultimi cinque anni e probabilmente il mio nuovo film preferito sui supereroi.
Sono seria.

Anzi, siccome questa recensione rischia di essere uno di quei pezzi imbarazzanti in cui ripeto a oltranza come tutto sia praticamente perfetto, devo portare il gioco ad un altro livello.
Vinyl (2016, HBO, pilot)

COS'È: il progettone di Scorsese e Jagger.

I grandi nomi buttati lì insieme nei teaser mi perplimono sempre molto: solitamente sono sinonimo di tanto fumo e zero sostanza.
Quindi mi sono approcciata a Vinyl con molta curiosità ma un po' di dubbio.
Al sesto minuto realizzo che ci son i New York Dolls.
Ricomincio. Cazzo, si fa sul serio, allora.
The Hateful Eight (Quentin Tarantino, 2015)

COS'È: l'ennesimo film di Tarantino. L'ottavo, dice. Peccato che faccia lo stesso film ormai da più di 10 anni, quindi 'sta numerazione è un po' fuffa.

Chi mi conosce lo sa che non son più carabiniere: non sono una grande fan di Tarantino.
Non in toto, quanto meno.
Il problema di criticarlo, però, è lampante: lo puoi fare solo se hai il motore già acceso e il piede sull'acceleratore.
Come con Nolan.
Quindi sì, mi approcciavo al film con lo stesso entusiasmo di quando devo pulire i vetri.
Tre ore di pulizia vetri.
Revenant (Alejandro González Iñárritu, 2015)

Eppure eravate stati avvertiti con Birdman.
Quello che ho scritto di là vale pure per Revenant, perché là fuori c'è gente che idolatra quel coglione di Nolan - uno che parla tutto il tempo della naturalezza della pellicola nonostante giri in green screen o su un set rotante - e poi va a vedere Revenant per l'orso in computer grafica. Non per il girato con la luce naturale, non per l'iper realismo, l'esposizione, gli animali veri e i colpi di tosse ancora più veri.
No: si perdono tutta questa luna per guardare il dito, credendo di salvarsi poi con un 'no, ma la fotografia era bella'.
Steve Jobs (Danny Boyle, 2015)

COS'È: il primo film su Steve Jobs, perché l'altro era catalogabile sotto la voce 'spreco di pellicola'.

Quando ci si approccia a un film del genere, su un personaggio pubblico di cui bene o male sappiamo (o crediamo di sapere) quasi tutto c'è sempre grande confusione perché le nostre aspettative sono alle stelle, esattamente come quando guardiamo l'adattamento da un romanzo.
Qui come aggravante c'è anche il fatto che di Steve abbiamo un'opinione 'personale' perché l'abbiamo visto in vita, l'abbiamo sentito parlare prima di tutto.
Quindi la gente va al cinema e ne esce dicendo 'è un brutto film'.
No: forse era più bello il film che ti eri fatto tu, nella tua testa, ma questo è un problema che risolverai col tuo analista.
Perché la verità è che Steve Jobs è un bel prodotto. Punto.
Della bellezza del trash aka come rovinare tutto

Arriva sempre, nella vita di tutti noi, quel momento in cui veniamo considerati degli esperti in qualcosa e dobbiamo dare indicazioni ai nuovi arrivati.
Il campo in cui io posseggo una cattedra ad Harvard se solo ad Harvard mi conoscessero (e non avessero alcun rispetto per i loro stessi programmi di formazione) sarebbe ovviamente quello dei film e delle serie tv.
Dovendo restringere il campo, direi soprattutto le serie tv di serie B, quelle trash che però, oh, non riesci a non vedere fino in fondo.
Z Nation? Fatto
Scream Queens? Visto
PLL? Bitch, please, L'HO SCOPERTO IO!
Academy Awards 2016 - Le nomination

Lo so che avevo promesso di recensire The Man In The High Castle, ma sono uscite le nomination e dai: quest'anno è L'ANNO.

Come il solito in verde il mio voto, in blu chi credo vincerà (conoscendo Hollywood); in rosso quando io e Hollywood potremmo essere d'accordo:
Pronti via:
Philip K. Dick al cinema: istruzioni per l'uso

Faccio questo post in attesa di finire The Man In The High Castle (iniziato ieri, non ho dormito, voglio vedere tutti gli episodi e al tempo stesso non lo voglio perché poi la mia vita serietelevisiva non avrà più senso) e perché non si parla mai abbastanza di un uomo verso il quale la parola 'genio' non è usata a sproposito.

Philip K. Dick è nella top 3 dei miei autori preferiti. Evah.
Potrei dedicargli un intero blog, scrivere un post al giorno su di lui e alla fine del miei giorni non avrei ancora esaurito l'argomento come vorrei.
Quindi NON NE PARLERÒ PROPRIO.
Sul serio: non posso iniziare a disquisire di lui o della sua poetica e poi fermarmi dopo - chessò - SOLO CINQUE ORE DI MONOLOGO ININTERROTTO.
Non sono capace. Lo faccio per voi, anche se non capisco come non vogliate ascoltare tutto quello che ho da dire.

#FacciamociDelMale: il concorsone

Cari amici (ma chi?),
non sentite la mancanza in questo nuovo anno di un bel (no, non sto per fare un altro post su Star Wars) modo per deprimerci tutti insieme sottoforma di contest?

Ok, in realtà tutto questo parte dal flame a cui tutti abbiamo partecipato di recente: gli incassi di Star Wars (c'avevate creduto?) vs quelli di Zalone.
Da che parte sta TFOH in questa *interessantissima* diatriba? Da nessuna, come sempre.
Io sono la Svizzera: vi lascio scannarvi mentre io mangio cioccolato.
Però è interessante come il boxoffice sia una dato evanescente nella mente di molti.
Sono tanti o no i 6,5 milioni del Piccolo Principe?
E i 25 di Star Wars?
Impariamolo sulla nostra pelle con il concorsone #FacciamociDelMale.
Nuovo anno

[lo fate anche voi l'inutile post di fine anno, vero?]




















Sono alla scrivania con la testa tra le mani, gli occhi che pulsano e la tosse.

Vale, che c'è che non va? È quella cosa?

Scuoto la testa in orizzontale e poi in verticale: è il mio modo per dire sì, mia madre lo sa.

Quante parole hai scritto oggi?
Dieci.
Dieci? Beh, è un gran risultato, conoscendoti!
Credo di sì, ma non so in che ordine vanno.
Tolstoj diceva che la grande letteratura è riconducibile a due sole trame: un uomo che parte per un viaggio o uno straniero che arriva in città.
Ho ancora una tredicesima di tempo libero da spendere: vorrei usarla per capire quale delle due storie sarà la mia nel 2016. E quale è stata quella del 2015, che un anno così confuso non mi capitava dall'adolescenza.
Pensateci anche voi, anche se siete tra quelli che non pianificano, come me.
Soprattutto se siete tra quelli che non pianificano come me perché l'improvvisazione è la pratica meno improvvisata che ci sia. 


Ci vediamo nell'anno nuovo.
Divertitevi.